A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Se il nuovo odora di vecchio


La lista dettagliata pubblicata da Grillo riguardo gli atti criminosi commessi da extracomunitari oltre ad essere uno spregevole esempio di razzismo, e voglio vedere chi, a parte qualche leghista e I nazisti di Forza nuova possa pensarla diversamente, dimostra per l’ennesima volta che nel Movimento cinque stelle non solo non c’è nulla di nuovo ma c’è molto di vecchio.

Ho consigliato più di una volta su questo spazio la lettura di un libro fondamentale, “La lingua del terzo reich” di Victor Klemperer. L’autore, un filologo ebreo perseguitato dai nazisti, con ossessiva precisione da studioso, analizza I mutamenti del linguaggio operati dalla propaganda hitleriana e la loro presa su una popolazione mediamente colta, raffinata ma esasperata dalla crisi seguita alla sconfitta dopo la prima guerra mondiale.

Il libro sconcerta, perché sembra sia stato scritto in pieno berlusconismo oppure, oggi, in pieno grillismo. I meccanismi di alterazione lessicale, gli slogan ossessivi, le affermazioni perentorie, dogmatiche, su argomenti che nulla di dogmatico hanno, sono state usate con inquietante puntualità sia da Berlusconi che da Grillo.

Se poi integrate la lettura con “La macchina del consenso” di Noam Chomsky, soprattutto I capitoli che riguardano la demonizzazione del nemico, il quadro è completo. In Italia, dato il livello culturale medio e lo spregio della cultura che Grillo mostra quasi a ogni intervento, non c’è certo bisogno di un Goebbels, genio del male, spregevole individuo ma dotato di indubbie capacità, basta un Casaleggio qualsiasi o l’amichevole traino fatto fino a qualche tempo fa dall’amico Crozza, che ultimamente sembra essersi un po’ pentito di aver parteggiato per il suo ex collega.

Come ampiamente previsto più volte in questo spazio, alla resa dei conti il movimento cinque stelle ha mostrato un re nudo, incapace di fare politica, incapace di gestire un successo elettorale insperato che solo nel nostro paese poteva ottenere.

Il razzismo grillesco si spiega col fatto che il movimento cinque stelle ha raccattato voti sia dalla lega che dall’estrema destra e con queste componenti il comico, che non ha mai nascosto le sue simpatie di destra, deve fare I conti. Quanto alle affermazioni sessiste di Crimi, che ha detto che le donne non devono entrare in politica perché costano, quelle si spiegano col fatto che trattasi di cretino.

C’è da domandarsi come un’armata brancaleone di fuoriusciti new age, post fascisti e post leghisti possa aver ottenuto un tale consenso dietro un ex comico che sembra uscito di pari passo da “Quinto potere”, film che Grillo deve aver studiato a memoria e fatto proprio, dimenticando, probabilmente, il finale.

Personalmente, penso che di razzismo e fascismo in questo paese ce ne sia già a sufficienza e che non si sentisse il bisogno che, all’arroganza tronfia e insopportabile di Berlusconi, si aggiungesse quella di Grillo. Accomuna entrambi il pontificare sul nulla, l’incapacità di fare proposte costruttive, il seguito di adepti, (prezzolati gli uni, semplicemente poveri di spirito gli altri,), l’utilizzo della politica a proprio uso e consumo.,

E proprio questa personalizzazione della politica che da fatto pubblico diviene fatto privato, che si sposta dalle piazze e dalle sedi del potere nelle camere da letto, nei lupanari lussuosi, nelle ville da magnati, con ampio consenso di popolo, dovrebbe far riflettere sulla rotta presa dal nostro paese. Siamo in pieno Satyricon (per I leghisti: opera di Petronio sulla decadenza dell’impero romano), e c’è da rimpiangere Fellini che certamente avrebbe saputo darci un quadro grottesco e poetico di questi tempi cupissimi.

Dovrebbe poi riflettere a lungo sul proprio cupio dissolvi la sinistra italiana, ma questa è un’altra storia (piccola e ignobile) e ne parleremo più avanti.

Categorie:Attualità

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