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Oggi non voglio parlare di politica: il quadro attuale del nostro paese è troppo disgustoso per riflettervi sopra senza trasformare ogni frase in un’invettiva. oggi voglio parlare di scuola e di una scuola che funziona.

Comincio con un ringraziamento:grazie all’editore Carlo Frilli e alla scrittrice Maria Teresa Valle per aver voluto dedicare una mattinata a parlare di libri e scrittura con i ragazzi della scuola Volta di Cornigliano. L’incontro è stato seguito dai ragazzi con un’attenzione che, ahimé, non sempre riservano alle mie lezioni, le domande sono state intelligenti e appropriate, l’esposizione dei due ospiti accattivante e ricca di contenuti interessanti. L’incontro, che spero si riesca a reiterare in futuro, ha confermato la mia opinione che ai ragazzi, anche ai “nostri” ragazzi di Cornigliano che spesso, per varie ragioni, non hanno grande dimestichezza con i libri e la cultura “alta, si possono proporre contenuti importanti purché li si prepari adeguatamente. Se poi gli interlocutori hanno la brillantezza espositiva di Carlo Frilli e sanno catturare l’attenzione di un pubblico di preadolescenti invitandoli con tono pacato a scrivere e viaggiare con la fantasia, come ha fatto Maria Teresa Valle, tutto diventa molto più semplice.

Mentre l’editore spiegava come si giudica un manoscritto, nell’atrio della scuola due operai installavano un murales dipinto da un gruppo di ragazzi piuttosto vivaci guidati e coordinati dalla collega Dall’Orto che, pur essendo giunta solo quest’anno a Cornigliano, mostra di aver ben compreso che la nostra scuola è un pò particolare e che i ragazzi, anche quelli sulla carta più “difficili”, se lasciati liberi di esprimersi, quasi sempre stupiscono.

Al termine dell’incontro incrociavo sulle scale la vice preside, Monica Pirlo, di ritorno con i ragazzi da una visita agli orti di un’area dismessa di Cornigliano, dove i ragazzi, guidati da un gruppo di volontari, hanno seminato alcune piante e ridato vita dove prima c’era il nulla.

Sono quelle giornate in cui mi rendo del perché, da dodici anni, lavoro in una scuola dove, per vari motivi, non sempre legati soltanto ai ragazzi, la vita non è facile ma è sempre stimolante per chi ha ancora voglia di mettersi in gioco. Della nostra stessa pasta sono fatte le maestre elementari e della scuola materna dell’altra parte del comprensivo, anche loro sempre pronte a sperimentare e inventare, a trovare strade nuove per contribuire alla crescita dei ragazzi. In un prossimo articolo, mi impegno a illustrare dettagliatamente anche le loro iniziative.

Contro ogni logica, nonostante i fondi tagliati,nonostante i problemi del quartiere e la crisi che sta affossando una città che da anni  non gode di buona salute, nonostante i problemi di dialogo e comprensione con le famiglie, la scuola continua a funzionare, insegnanti e personale ata continuano a svolgere la loro funzione con professionalità e dedizione: parlo della realtà dove opero, ma sono convinto di poter allargare il discorso a quasi tutte le scuole di Genova e probabilmente, d’Italia.

Io credo che lo stato, in questo momento, non meriti né questa scuola, né le persone che vi lavorano. Può sembrare un’affermazione forte ma ne sono fermamente convinto. Credo che chi sta facendo a brandelli la coscienza etica di una nazione, chi sta devastando il futuro dei giovani, chi sta cercando subdolamente di attuare una svolta autoritaria alle spalle di chi ha sempre meno, sia indegno di guidare una scuola che cerca, contro ogni logica, di affermare valori, tramandare conoscenze, educare al rispetto e formare una coscienza civica nelle nuove generazioni. I politici non si rendono conto di togliere, con il loro comportamento ignobile,credibilità alle nostre parole, di delegittimare quotidianamente il nostro lavoro, di mettere continuamente i bastoni tra le ruote a noi e, soprattutto, agli uomini di domani. Nessuno oggi nel parlamento italiano ha il coraggio di affrontare i problemi reali di questo paese, né chi ha abusato fino a ieri della fiducia degli elettori prendendoli in giro e mentendo, né chi, con la scusa di cavalcare la protesta, sta mostrando il suo vero volto, la sua vera natura che non ha nulla di nuovo ma molto di vecchio.

Ma contro ogni logica, noi continuiamo ancora a entusiasmarci e a ritrovare la voglia di fare, continuiamo ancora a credere di svolgere un servizio fondamentale, continuiamo ancora a spenderci per gli altri quotidianamente, senza rimpianti e senza dubbi, solo con una rabbia che sale ogni anno un pò di più. Contro ogni logica, la scuola resiste, inventa e crea libertà. E scusate, ma in questo momento, non mi sembra poco.

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