A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Mafia? Cos’è?


I provvedimenti del Csm contro il procuratore di Palermo, Messineo e contro Ingroia sembrano riportare questo paese indietro di trent’anni, quando Falcone e Borsellino venivano isolati e poi immolati sull’altare della ragion di Stato, salvo poi essere ricordati con lacrime di coccodrillo da quelli che erano statiiI responsabili politici della loro fine, quando il giudice Carnevale, poi assolto e quindi, naturalmente, innocente, faceva scarcerare mafiosi a decine, quando si impediva con cavillo legale inventato ad hoc al giudice Caselli di assumere il ruolo di guida dell’antimafia e si metteva al suo posto l’esimio Grasso, più prudente, più attento a non urtare quei poteri che avrebbero potuto risentirsi se messi in discussione, soprattutto, non di sinistra anche se recentemente abbiamo assistito a una stupefacente metamorfosi.

Nella più totale indifferenza dei giornali, sempre più trasformati in megafoni dell’asse Napolitano- Letta- Berlusconi, si consuma la fine anticipata delle indagini su uno dei fatti più vergognosi, ignobili e inaccettabili della storia italiana recente: la trattativa stato- mafia.

Ho già espresso la mia opinione sul presidente Napolitano in questo spazio: personalmente, non lo reputo un grande presidente e trovo calamitosa la sua rielezione, non fosse per le continue intimidazioni fuori luogo che ammonisce a chiunque, compreso, qualche giorno fa, il Csm. Personalmente, vorrei che un presidente della Repubblica chiedesse ai giudici di cercare la giustizia, sempre e comunque, e non di non urtare la suscettibilità e gli equilibri politici del paese. Personalmente, vorrei anche un presidente che non impedisse indagini sulla sua persona, non si rifutasse di testimoniare, in particolare su una vicenda tanto delicata e importante. Il muro di ferro stretto attorno a lui dal partito, mi fa pensare che I panni sporchi da lavare in famiglia Pd siano parecchi.

Trovo che quest’attacco alla procura di Palermo, che tanto ha già dato al paese in termini di vite umane, di servitori dello stato macellati come animali, sia lo specchio del paese che ci aspetta. Un paese al contrario, dove quelli che dovrebbero essere nemici governano insieme spartendosi il potere, dove chi dovrebbe garantire la democrazia con I suoi atti la limita e la personalizza, dove quelli che dovrebbero essere i cani da guardia del potere, i giornalisti,  sono invece la cassa di risonanza dello stesso. Un paese dove, nell’indifferenza più totale, per risolvere il problema delle carceri sovraffollate non se ne costruiscono di nuove, no, si danno gli arresti domiciliari ai delinquenti, un paese dove un sindaco si scandalizza dell’invito a stuprare un ministro fatto da parte di un idiota ma non si è mai scandalizzato di quell’altro idiota, suo collega, che voleva organizzare battute di caccia contro gli extracomunitari, un paese dove un partito finito, con un leader corrotto e corruttore ma soprattutto sconfitto, fa il bello e il cattivo tempo in parlamento, un paese dove il capo dell’unico partito di opposizione che oggi esista, forse è anche peggio di quello che comanda in parlamento, un paese dove si parla di giovani ma non di scuola pubblica, di lavoro ma non di licenziati, di giudici ma non di giustizia.

Ma soprattutto un paese dove la criminalità organizzata, poche centinaia di ignobili rifuti della società, questo sono i mafiosi,  spadroneggia impunemente, ricatta, flirta con il potere, si insinua nello stato, pilota leggi e provvedimenti e nessuno fa o dice nulla., Piuttosto, le si spiana la strada mettendo I bastoni tra le ruote a chi prova a combatterla.

Un paese al contrario dove non c’è più la libertà di parola, ha preso il suo posto la libertà di menzogna.

Categorie:Cronaca

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