A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Buoni propositi


Mi ero ripromesso di non scrivere più di politica per un lungo periodo e di proporre in questo spazio memorie di viaggio, recensioni di libri, articoli di cultura. Così farò a cominciare dal prossimo articolo.

Che la vicenda Kyenge- Calderoli sia solo uno specchietto per le allodole, il pretesto per sviare l’attenzione dal ben più grave caso Shalabayev, dovrebbe ormai essere chiaro a tutti. Quando il potere vuole mascherare una magagna, sceglie una vittima sacrificale, un utile cretino, in questo caso un inutile cretino, e la manda al macello dopo avergli dato indicazioni sulla fesseria da fare. E’ una tattica vecchia e poco dispendiosa. Gli imperatori romani usavano i giochi del circo, oggi, ai tempi della crisi, è sufficiente Calderoli.

Il caso Shalabayev testimonia per l’ennesima volta, caso mai ce ne fosse bisogno, che non esiste una destra buona, che la conciliazione è una chimera, che la satrapia di Berlusconi, con la gentile collaborazione del Pd e del presidente della Repubblica, sempre sulla scena quando si tratta di coprire porcherie (vedi il caso Abu Omar e la scandalosa grazia concessa all’agente della Cia americano implicato), continua e che l’Italia è ormai ridotta a un lupanare dove, tra un coito mercenario e l’altro,si scambiano favori e intrallazzi tra satrapi.

Vorrei anche porre l’attenzione su un fatto assai spiacevole e poco commentato: possibile che a nessuno dei quaranta poliziotti chiamati a consegnare a un dittatore una donna e una bambina di sei anni sia per istante passato per la mente che quello non era fare il proprio dovere ma diventare complici di un sopruso?

Io ho il massimo rispetto per le forze dell’ordine, rispetto che tende a vacillare quando si pestano manifestanti inermi, si strappano figli alle madri, si consegnano famiglie a dittatori. Non credo che servire lo stato indossando una divisa significhi cancellare lo spirito critico. Forse una protesta decisa di quegli agenti costretti ad eseguire un ordine osceno sarebbe molto più significativa di tanti inutili articoli di giornale.

Siamo di fronte a un nuovo caso Abu Omar, ancora peggiore: allora si trattò di mettersi proni di fronte alla Cia, oggi si vendono una donna e sua figlia per uno scambio di favori tra un pregiudicato e un dittatore. Tutto questo accade nell’indifferenza generale di un’opinione pubblica ormai assuefatta a tutto.

Inutile dire che la Bonino e Alfano dovrebbero andare a casa, insieme al capo della polizia, a Calderoli, al presidente della Repubblica e a questa sorta di sinistro carro di Tespi che ci si ostina a chiamare governo. Inutile dire che non accadrà, rotolerà qualche piccola testa, le altre resteranno saldamente attaccate ai corpi e alla poltrona.

E’ per questo che d’ora in poi mi asterrò dal parlare di politica in questo spazio.

Un’ultima nota per i grillini e i compagni del Pd: ai primi faccio notare una particolarità semantica: Grillo stigmatizza appena appena ( forse non vuole irritare gli amici di Forza nuova) il comportamento di Calderoli utilizzando lo stesso stile comunicativo, in una stupefacente mimesi degna di altri palcoscenici. Voi adepti di sua Grillitudine, so che molti di voi sono teste pensanti, appunto: pensate, pensate a un uomo a cui importa solo di sé stesso e che solo in sé stesso si specchia.

Ai compagni del Pd, che fino a qualche mese fa deliravano di voto utile e di vittoria schiacciante, chiedo se non vi sorge mai il dubbio che, a furia di pensare di essere i migliori, non avete finito per uniformarvi agli altri, al nemico, se questa alleanza non sia l’unica possibile per un partito che ha tradito tutto quella che c’era da tradire, calpestato ogni valore, cancellato la memoria storica e sputato su quelli che credevano. Anche voi, quasi tutte bravi persone, riprendete per favore la favella e lo spirito critico, boicottate il congresso, fate sciogliere questo schifo e rifondate un partito di sinistra vero, che riparta da proposte concrete e non dalla fastidiosa logorrea di Renzi e Vendola.

Nel frattempo, come Dylan canta nel suo splendido ultimo album, il Titanic Italia corre allegramente verso il suo iceberg e nessuno che guardi avanti.

Categorie:Attualità

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