A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Memorie di Viaggio- Monte Uliveto


Attraverso l’incantevole paesaggio delle crete senesi, in direzione San Casciano, tra poderi da sogno e ville signorili, si arriva all’abbazia di Monte Uliveto. E’ un’abbazia benedettina costruita tra il 1400 e il 1500 e racchiude al suo interno una preziosa testimonianza dell’arte rinascimentale italiana

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Sul portale di entrata spicca un bel gruppo marmoreo di Luca della Robbia dedicato alla Madonna e, più avanti, una statua di S. Benedetto dello stesso artista. L’abbazia, tutt’ora attiva, è immersa in un bosco di conifere e l’atmosfera è quella già incontrata in questa vacanza toscana: la natura incontaminata, il cielo limpido, il silenzio favoriscono il misticismo e inducono a pensieri alti.

All’interno dell’Abbazia, lungo le pareti del grande chiostro, al centro del quale, insieme al consueto pozzo, troneggia una bella statua marmorea di S. Benedetto, si resta a bocca aperta ammirando I magnifici affreschi di Luca Signorelli e Antonio Bazzi, detto il Sodoma, pittore di valore e amante di Michelangelo.

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Gli affreschi sono ben conservati anche perché protetti dall’esterno da spessi vetri. Raccontano lla vita del santo, con la miracolosa capacità di sintesi degli artisti rinascimentali, in grado di cogliere con un’immagine il senso profondo della cose. E’ un uno splendido esempio di arte didascalica, un lungo racconto per immagini che incanta ed emoziona.

Viene qui da riflettere su come l’arte rinascimentale fosse non solo espressione dei sentimenti dell’artista, ma anche un potentissimo strumento di comunicazione sociale, veicolava messaggi che dovevano arrivare a tutta la comunità, non aveva nulla di autoreferenziale, non era chiusa in sé stessa, sdegnosa e distante dalla spregevolissima massa come accade con buona parte dell’arte del secolo scorso e del presente. A volte, come nel caso della cappella degli Scrovegni dipitna da Giotto, serviva a lavare la coscienza del committente dai suoi peccati, altre a magnificare il ministero della Chiesa, ma guardava sempre fuori, alla gente, al popolo minuto come ai nobili. Era un’arte squisitamente democratica.

Visitiamo poi il refettorio, la bella chiesa, dove fa mostra di sé un magnifico oratorio ligneo e un gigantesco leggio sempre in legno, e l’antica biblioteca, tappa fissa per me e Claudia affetti da feticismo libresco. E’ d’obbligo anche una tappa alle cantine medioevali. I Monaci producono infatti un’ottimo vino.

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Ci dirigiamo poi verso Montepulciano, incantevole borgo appollaiato su una collina, dove pranziamo alla ruspante Osteria dell’Acquacheta, facendo un salto nel tempo e ritrovandoci assisi a un lungo tavolo in legno con altri commensali a gustare I magnifici pici all’aglione e l’incomparabile pecorino locale.

Che Italia diversa da quella che leggiamo ogni giorno sui giornali: cordiale, vivace, mistica, bellissima, lontana dallo squallore quotidiano della nostra politica, dalla cancellazione di ogni dignità. C’è il rischio, in questo nostro peregrinare nella bellezza, di soffrire, al ritorno, di una sorta di jet lag estetico- esistenziale, una schizofrenia dell’anima che impedisce di cogliere il senso del presente.

Anche adesso che è passato qualche mese, a ricordare I luoghi, gli odori, I sapori, le sensazioni di quel viaggio, mi trovo a chiedermi quale sia veramente l’Italia, chi siano davvero gli italiani: quelli orgogliosi di mostrare le vestigia della storia e dell’arte o quelli che in parlamento fanno quotidiano strazio della dignità, I custodi toscani che discettano di artisti e pregi delle tele che mostrano ai turisti o I giornalisti prezzolati, incompetenti, analfabeti, disonesti?

La scrittura aiuta e fissare immagini e luoghi a renderli, per quanto possa sembrare paradossale, più reali e a regalare loro l’alone mitico della memoria. E’ per questo che mentre là fuori infuriano polemiche capziose e caudilli in sedicesimo lanciano proclami roboanti, preferisco raccontare di viaggi, non per dimenticare, non per estraniarmi da un dibattito comunque ormai insensato e vuoto,  ma per avere sempre presente che nessuno potrà mai cancellare completamente la bellezza da questo paese.

Categorie:Cronaca

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