A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il consueto gioco al massacro sulla scuola


Mi verrebbe d’istinto commentare l’indecente comunicato odierno del rpesidente della Repubblica sulla magistratura ma la politica di palazzo è troppo misera cosa per sprecare parole: a rovistare nel letame si finisce per assorbirne l’odore.

Parliamo invece della consueta campagna di fine estate sulla scuola. Ha cominciato il ministro Carrozza, col suo decreto che non cambia nulla, dove è inserita la demenziale postilla che obbliga gli insegnanti alla formazione obbligatoria se le classi non ottengono risultati adeguati ai test Invalsi.

Per prima cosa, il ministro dovrebbe sapere che la formazione è materia contrattuale,contratto è quella cosa scaduta da tre anni che tra l’altro definisce quell’altra cosa, lo stipendio, bloccata da quattro. Trovo indecente che anche questo ministro, per l’ennesima volta, cerchi di ignorare il contratto e di inserire una norma vessatoria e offensiva per la categoria.

Meglio farebbe a interrogarsi sull’Invalsi. Il sindacato di cui sono rappresentante è un difensore dell’Invalsi, ma dal momento che il mio sindacato è pluralista, io posso rappresentarlo e considerare l’Invalsi un esperimento nato con buone intenzioni ma fallito. L’Invalsi non è predittivo del successo scolastico, non valuta gli insegnamenti ricevuti, non racconta la storia di un alunno, di una classe, di una scuola, non tiene conto del contesto socio economico che è quello che caratterizza le scuole italiane. Si tratta di una prova nata già vecchia, basata su un sapere nozionistico che tutti contestano, che non valuta assolutamente nulla, tanto meno le capacità di un insegnante.

Il fuoco contro la scuola è continuato con l’articolo di tal Mario Giordano, figura di contorno del coro di nani e ballerine che in questo ventennio ha allietato e intristito le nostre giornate. Il tal pennivendolo, scrive sulle pagine del suo giornale letto da pochi intimi di malavoglia, che gli insegnanti sono una categoria di fannulloni e bene ha fatto il ministro a bacchettarli. Certo, che un tale indignato attacco provenga da un simile esempio di indefesso lavoratore, intimidisce, tuttavia mi sento di rispondere al signor Giordano che quando non si conosce la natura dell’argomento affrontato, sarebbe più saggio e onesto tacere.

Oggi Repubblica ci mette del suo, deplorando il fatto che le scuole non si sono adeguate all’invito di allestire I registri elettronici e tale, ineluttabile novità va rimandata al prossimo anno.

Già altre volte il cronista di Repubblica ha mostrato di ignorare che in molte scuole manca anche la carta igienica, che il cablaggio per fornire una connessione in rete decente è costosissimo e che forse la scuola ha altre priorità, ad esempio uan riforma quadro decente che manca da trent’anni e che adegui I programmi al nostro tempo. Innovare tecnologie senza modifiche strutturali è come mettere la carrozzeria di una Ferrari sul motore di una Cinquecento. Questo è quello che da anni si tenta di fare.

Il nostro è un lavoro che tutti pensano facile, comodo e fin troppo pagato per quello che comprota, è un’opinione assai diffusa e non saranno poche righe sul mio blog a scardinarla. C’è indubbiamente, come in qualsiasi altra categoria, una certa percentuale di sfaccendati, di inetti, di furbi, di umanamente nona deguati che, se lavorassero nel privato, verrebbero cacciati via in malo modo, ma mi sento di dire che tale percentuale è esigua, fisiologica e la grande maggioranza dei docenti italiani non merita questo trattamento. Le bagasce del pregiudicato Berlusconi godono di un trattamento sugli organi di stampa migliore di quello riservato a noi.

Non bastando le idiozie sui giornali, ci si mette anche l’amministrazione  regionale.

Nonostante I proclami trionfalistici sulle scuole pienamente funzionanti nella nostra città fatti da solerti funzionari della direzione regionale a inizio anno scolastico sulle tv private , mancano insegnanti di sostegno e di materia. Una circolare della direzione regionale invita le scuole a dare la precedenza a insegnanti in possesso del titolo anche se fuori graduatoria., I sindacati ricordano che questo,non è lecito, in base all’ art. 6 comma 2 del regolamento sulle supplenze DM 131/2007. Dunque abbiamo la direzione regionale che legifera in contrasto con il ministero, : il festival dei ricorsi si profilo all’orizzonte con grave danno per I ragazzi disabili.

In questo fuoco di fila di attacchi e colpi bassi, di approssimazione, supponenza e ignoranza, di assurdità e beghe legali, nessuno parla di loro, I veri attori della scuola, I ragazzi, dei loro diritti negati, del loro futuro, dei loro sogni.

Se non si fosse ancora capito, I ragazzi della scuola dell’obbligo non comprano, non consumano, non pagano le tasse, non votano, ergo, per questo Stato, non contano nulla..

Categorie:La scuola

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