A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Un paese miserabile


Gli immigrati li ammazziamo ogni giorno, basta sedersi su un autobus, come faccio io tutte le mattine e al termine delle lezioni, e invece di isolarsi con le cuffie dell’ipod o leggendo un ebook, ascoltare il razzismo quotidiano della gente. Li ammazziamo ogni volta che parliamo di “quelli”, quando alziamo un muro tra noi e “gli altri”, quando gli affibbiamo una patente di diversità.

Il miserabile leghista che ha scaricato la colpa dell’immane tragedia di Lampedusa sulla Boldrini e la Kyenge, non è un’eccezione, un lercio individuo privo di umanità,un mostro grottesco, perché quei lerci individui fino a un paio di anni fa erano al governo, hanno guidato il paese e contribuito a quella disgustosa legge razzista che si chiama Bossi-Fini. Avevano consenso e credito. Hanno consenso e credito. Avevano consenso e credito quando hanno approvato la norma sui respingimenti e proposto di sparare sulle scialuppe di migranti.

Due giorni fa, dopo I tredici morti del naufragio precedente a questo, il 38% dei lettori del Corriere della Sera, bravi borghesi, politically correct, moderatamente di destra, moderatamente liberal, moderatamente razzisti, era soddisfatto della morte di quelle tredici persone. Oggi, probabilmente, hanno avuto un orgasmo.

Gli intollerabili insulti alla Kyenge da parte dei leghisti non hanno suscitato manifestazioni di protesta da parte della gente, nè sdegno, nè grandi manifestazioni di solidarietà verso un ministro che è vissuto, diciamocelo, come “diverso”, folcloristico nel migliore dei casi,come  altro da noi nel peggiore. nessun paese europeo permetterebbe un simile linciaggio mediatico di un proprio esponente del governo.

Le brave persone che hanno protestato contro il parroco di Prà e gli extracomunitari che giravano attorno alla “loro” chiesa, Don Valentino che ha Cornigliano spara a zero sugli zingari, le manifestazioni contro la moschea, hanno dimostrato neppure la nostra città è immune dal virus dell’intolleranza. La Genova solidale, la Genova accogliente e libertaria, la Genova che scendeva in piazza contro I fascisti, la Genova rossa e orgogliosa della mia infanzia e della mia adolescenza, non esiste più, massacrata dalle manganellate e dalle torture di Bolzaneto, devastata da una politica che ha azzerato l’etica e ucciso la pietà a cui, per sua vergogna, si è adeguata.

Qualcuno, a volte, mi ha accusato di predicare da un pulpito,beh, questa volta me ne arrogo il diritto. Perché da quando ho cominciato a lavorare ho condotto quotidianamente, puntigliosamente, senza mai stancarmi una guerra quotidiana contro l’indifferenza, il razzismo, l’intolleranza. Ogni mio alunno ed ex alunno sa quanto questo sia vero. Il fatto che ci sia stato bisogno e continui ad esserci bisogno di dedicare ore di lezione a questi temi, è la prova che questo non è un paese civile, o non lo è più, se preferite.

L’Italia è un paese miserabile, l’Europa è un continente miserabile, dove l’ipocrisia regna incontrastata, dove tutto si sacrifica al denaro: persone, ideali, nazioni. Hanno ucciso la Grecia, cosa volete che gliene freghi a questa gente di cento, duecento poveracci annegati al largo della Sicilia, costretti a fuggire dal loro paese in cerca di un miraggio? Vittime collaterali, errori di percorso nel cammino verso la ripresa e lo sviluppo,.vititme sacrificali sull’altare delle magnifiche sorti e progressive. Loro sono neri, I greci sono bianchi, come noi: l’indifferenza generale per gli uni e per gli altri è la stessa, senza colore, senza sapore, come un veleno letale che impregna l’aria che respiriamo.

Inutile piangere le vittime di Lampedusa, sono lacrime di coccodrillo. All’Europa, all’Italia, non interessano, non sono consumatori, solo esseri umani poveri, merce senza valore, zavorra. Normalmente li respingiamo, ricordate quelli che abbiamo mandato indietro a morire nel deserto dell’amico Gheddafi? Ricordate le immagini agghiaccianti girate da Roberto Gatti? Forse no, e il male è proprio questo.

Contro il razzismo non serve indignarsi quando accadono le tragedie, occorre indignarsi sempre, ogni momento, ogni giorno, occorre combattere I veri altri, quelli che dell’odio e dell’intolleranza fanno le loro bandiere, occorre smetterla di far finta di niente e accorgersi che il fascismo non è solo attorno a noi ma rischia di diventare parte di noi.

Il papa, unica speranza in questo cupo momento  storico, ha sintetizzato nel modo più efficace e sintetico possibile quello che è successo oggi:”Vergogna”. Vergogna, ai politici imbelli, a una Chiesa sempre più lontana da Dio, a noi e alla nostra indifferenza.

Inutile oggi chiedersi per chi suona la campana: per la coscienza del nostro piccolo,ignobile paese e di tante piccole, ignobili persone che hanno contribuito ad arrivare a questo punto, suona da tempo, inutilmente.

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. io confesso che anni fa avevo un po’ di disagio con gli extra-comunitari,ma era lo stesso che avrei provato per un tedesco,un polacco,uno scandinavo col quale non avevo motivo e facolta’ di comunicare….mi son ricreduto,non per buonismo,ma perche’ con tutti quelli di cui ho approfondito anche poco la conoscenza mi son rapidamente dimenticato persino della loro provenienza….voglio dire che e’ stupido parlare di nazionalita’….esistono uomini e donne coi quali entriamo in contatto….ci piacciono,non ci piacciono,entriamo in amicizia o no,ma come esseri umani…tutto il resto sono inutili sovra strutture che ci fan perdere talvolta occasioni di arricchimento morale e culturale

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