A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Anatomia dei cinque stelle


Il Movimento Cinque Stelle, che si autodefinisce l’unico vera opposizione in parlamento, è costituito almeno da tre anime, per quanto si possa vedere dall’esterno.

La prima è una parte consistente ma minoritaria di brave persone, mediamente giovani, mediamente confuse e schifate dall’attuale panorama politico, spesso transfughe da sinistra. Sono I meno graditi al capo, teste pensanti, menti critiche che però, fanno fatica ad accettare la triste verità di aver preso un’altra cantonata, di dover ammettere ancora una volta che la strada intrapresa non porta da nessuna parte. Sono quelli che postano gli scontrini fiscali, che in televisione portano argomentazioni sensate, che credono realmente di poter fare la rivoluzione in un paese incompatibile con qualsiasi rivoluzione. Li rispetto, un pò li invidio per la loro capacità di illudersi ancora,e mi dispiace per quello che proveranno al loro risveglio.

Ci sono poi I freak, gli alternativi, post sessantottini nati troppo tardi, figli della new age, fuori di testa di vario tipo, cannaioli, ecc.ecc. La varia umanità che puoi trovare nei centri sociali, intorno ai grandi concerti rock, nella movida notturna di ogni città italiana. A loro non frega un cazzo della politica, e della rivoluzione, vivono e vivranno sempre in un mondo a parte, deresponsabilizzato, infantile, al di là del bene e del male. Non li rispetto ma non mi danno fastidio, li considero inoffensivi, spesso simpatici, politicamente irrilevanti.

Poi c’è lo zoccolo duro fedele al capo e qui le cose cominciano a cambiare. Sono quelli convinti di essere rivoluzionari a cui nessuno ha spiegato che la rivoluzione è un atto di violenza che non si può consumare davanti allo schermo di un computer o facendo battute in una piazza gremita. Sono quelli che pendono dalle labbra del Capo, che non ammettono deviazioni dalla linea,che scaricano il loro livore da frustrati negli interventi  in Parlamento. Sono acritici, ottusi, ciechi nella loro foia distruttiva, fanatici, incapaci di razionalizzare, sgradevoli. Non solo non li rispetto, li detesto e li considero nemici, alla stregua dei fascisti, dei leghisti e dei neonazisti.,

Usano infatti, istigati dal Capo, il linguaggio tipico dei leghisti prima maniera, sono forcaioli, fanno di tutt’erba un fascio, portano avanti tesi inconsistenti come fossero verità rivelate, non ammettono discussioni e critiche, disprezzano chiuunque non la pensi come loro. A casa mia questo si chiama fascismo e duole ammettere che una parte maggioritaria del Movimento porta avanti tesi e usa un linguaggio tipicamente fascisti.

Non è forse fascismo la scelta autarchica, l’uscita dall’Europa,. l’andare avanti da soli contro tutto e contro tutti? Non è forse fascismo il disprezzo per gli intellettuali, anche per quelli amici, come Flores d’Arcais o Rodotà, che nel momento in cui hanno svolto il loro compito, far funzionare il cervello, sono incorsi negli isterici strali del Capo?

Non è forse fascismo demonizzare l’avversario, offenderlo, insultarlo, mettere in discussione continuamenbte le regole della democrazia? Non è fascismo espellere dalle proprie file chi la pensa diversamente, minacciarlo di morte, insultarlo? Non è fascismo considerare lo ius soli un problema irrilevante, stringere la mano ai neonazisti e non degnarsi di commentare in modo umano, lasciando per un momento da parte la politica, l’immane tragedia di due giorni fa?

La rivoluzione comporta lacrime e sangue, nasce dal basso e non ha mai portato nulla di buono. La rivoluzione guidata da un miliardario furbo e carismatico, la cui visione politica va poco oltre l’iconosclastia e il turpiloquio, è un controsenso, un ossimoro, la figlia dell’azzeramento dello spirito critico.

Il consenso dei cinque stelle è destinato, per fortuna, a dissolversi: lo testimonia il livore con cui  Andrea Scansi e Marco Travaglio, vicini al movimento, hanno commentato la fiducia al governo. Loro, che un cervello ce l’hanno, sanno che quel voto ha rassicurato la maggior parte degli italiani, anche  quelli che, in preda alla rabbia, avevano dato il loro voto a Grillo, per vederlo sprecato in tutte le occasioni in cui avrebbe potuto avere un senso.

Il problema è che quando il movimento si sarà sgonfiato, il Capo tornerà a fare il comico o a godersi I suoi miliardi mentre ci ritroveremo milioni di giovani ancora più frustrati, incazzati e delusi di prima, ancora più disperati. L’irresponsabilità del Capo, che continua a blaterare di rivoluzioni impossibili insieme al suo lungocrinito consigliere, diventerà in questo caso colpevole, colpevole di aver illuso, istigato, colpevole di essere stato l’ennesimo cattivo maestro di cui non si sentiva la mancanza.

L’erba cattiva prospera col tempo,specie se il terreno è fertile e viene lasciato incolto. L’erba di Grillo si sta dimostrando pessima quanto quella di Berlusconi, per motivi diversi, forse, ma non meno pericolosa e non meno gravida di pericoli per la democrazia.

Personalmente provo schifo per questo governo, ne considero responsabile l’assoluta inettitudine della sinistra, non amo Letta e la destra mi ripugna, ma mi ripugna allo stesso modo il livore cieco di Grillo, il suo costante e continuo parlare di niente, la violenza sempre presente nelle sue parole, la sua ottusa incapacità di capire che continuando ad istigare all’incendio di Roma, prima o poi qualcuno la brucerà.

Basta rileggere la nostra storia recente e non, per capire che quella strada non solo porta in un vicolo cieco, ma risulterà devastante per il paese.

Ma rileggere la storia, si sa, è diventato un esercizio per intellettuali, quindi da aborrire e disprezzare. Anche Adolf Hitler la pensava così.

Categorie:Attualità

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