A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il negazionismo non è un’opinione, è apologia del nazismo


La commissione giustizia del Senato sta per approvare una modifica all’articolo 414, introducendo il reato di negazionismo. Il fatto sta suscitando una levata di scudi in difesa di una libertà d’opinione che in Italia non esiste da anni (se fosse ancora vivo potreste chiederlo al povero Biagi) e che comunque non c’entra nulla col reato in questione.

Dopo la morte di Priebke una massa di piccoli, insignificanti e inutili pseudointellettuali, il più famoso dei quali è un ottuso ateo come Odifreddi, hanno messo in dubbio la realtà dell’Olocausto, cone le solite fesserie (camere a gas troppo piccole, lo Zyklon B non era così tossico, ecc.ecc.).

Io questi buffoni fascisti non li manderei in galera, li costringerei intanto a vedere integralmente per almeno tre volte quel sublime, terribile, insostenibile capolavoro che è Shoah, di Daniel Lanzmann, un film di sei ore che raccoglie le testimonianze degli ebrei che lavoravano ai forni crematori, e poi li lascerei soli in una stanza con quelli che hanno vissuto I lager da bambini e sono sopravvissuti con ferite che non si rimargineranno mai. Forse si renderebbero conto che mistificare sulle tragedie è un atto da vigliacchi.

Il negazionismo non ha nulla a che fare con la libertà d’opinione. Se uno nega che gli esseri umani hanno due braccia e due gambe e afferma che ne hanno otto, finisce in un ospedale psichiatrico e non ha creato nessun danno sociale, non si capisce perché allora, chi nega una realtà storica documentata e attestata da centinaia di migliaia di documenti ( I nazisti registravano con precisione teutonica le vittime dell’Olocausto) debba essere libero di spargere pubblicamente le sue fetide menzogne. Perché il negazionismo, specie se propagandato dai mass media, crea un danno sociale elevatissimo, incalcolabile.

Il negazionismo ha molto a che fare con la responsabilità. Grillo che stringe la mano agli esponenti di Forza nuova, notoriamente negazionisti, non è solo spregevole in sé ma lo è in quanto leader di un movimento, lo è in quanto, con quel gesto, può influenzare l’opinione di milioni di persone. Allo stesso modo, Odifreddi che pubblica su un giornale le sue idiozie può influenzare e suggestionare migliaia di lettori (ammesso che migliaia di persone perdano il loro tempo a leggerlo). La deontologia e l’etica vorrebbero che chi ha visibilità pubblica, dosasse attentamente le proprie esternazioni, documentasse le proprie affermazioni, portasse argomenti a riprova delle proprie opinioni non ortodosse. Tutte cose che i negazionisti, ovviamente, non fanno.

Gli oppositori all’introduzione del reato di negazionismo sono l’esempio più eclatante dell’azzeramento etico e morale del nostro paese: l’antisemitismo non si combatte dialetticamente, si combatte con I fatti, con le leggi, con tutte le armi a disposizione. L’antisemitismo, specie in un paese disgustosamente razzista come il nostro, dove gli extracomunitari suscitano emozione solo se muoiono in massa ma danno fastidio a sgradevoli comici di terza categoria come Bizzarri se cercano di sbarcare il lunario e sopravvivere, è un virus venefico che va stroncato sul nascere.

Sono dunque d’accordo all’introduzione del reato di negazionimso come sarei d’accordo all’introduzione del reato di razzismo nei riguardi degli autori di violenze sugli omosessuali. Ai pseudo garantisti ricordo che il negazionismo in Inghilterra  è un reato penale. L’Inghilterra è l’unica nazione europea che non ha conosciuto il nazifascismo e che, forse proprio per questo, lo combatte senza compromessi.

Ancora più pericolosa appare questa levata di scudi tenuto conto del livello culturale medio di questo paese, dove un anchorman della statura di Santoro fa record di ascolti scendendo a livelli veramente intollerabili di sciacallaggio giornalistico.

Questo è il paese di Forum e del Grande fratello, di Adro e della negazione dello Ius soli, sarebbe bello se per una volta, tornasse ad essere un paese civile.

Parlando poi di diritto, ricordo un articolo della Costituzione dimenticato da tutti, quasi anacronistico nel tempo di Berlusconi e di Grillo: l’apologia del fascismo, ergo anche l’antisemitismo, è reato. Gli italiani hanno la memoria corta, ma i padri costituenti,fortunatamente, sapevano guardare molto lontano nel futuro.

Categorie:Attualità

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