A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Le palle di Letta


Egregio presidente Letta,

non mi è chiaro per quale arcano motivo l’Europa dovrebbe pensare che lei ha le palle d’acciaio dal momento che il suo governo, non votato da nessuno e formato da due corpi estranei l’uno per l’altro, si sta barcamenando da mesi non decidendo nulla. Da buon democristiano, lei cerca di dare una visione della realtà parziale, non raccontando bugie ma omettendo,, evitando accuratamente atti e parole che possano essere interpretate come chiaramente di destra o, Dio non  voglia!, di sinistra.

Il provvedimento sulla scuola appena varato dovrebbe essere adottato come un manuale per risolvere finti problemi, evitando accuratamente di mettere le mano ai veri: come stanziare fondi per il wi fi alle scuole quando manca la carta igienica, promettere assunzioni per I precari sapendo che saranno promesse vane mentre nelle stanze dei bottoni si parla di nuovo di aumentare l’orario di lavoro e si tagliano I fondi d’Istituto.

Quel provvedimento è il modello della sua legge di stabilità: un esercizio asettico di prelievo fiscale nascosto: non serve a rilanciare I consumi, non contiene un piano per il lavoro, è fatta della stessa sostanza dei sogni, quelli brutti, però.

Le palle d’acciaio le hanno in realtà milioni di italiani che quotidianamente assistono allo spettacolo indecoroso del suo governo di comparse, ai tentativi di giustificare l’ingiustificabile, all’inarrestabile trasudamento di ipocrisia che arriva dai palazzi del potere.

Ci vogliono palle d’acciaio per sopportare un piccolo sepolcro imbiancato come l’insopportabile Brunetta, che tira in ballo gli operai dell’Ilva e con la scusa di difenderli si prostra al loro padrone, non si sa mai cambi il vento e serva un nuovo potente da adulare.

Ci vogliono palle d’acciaio per sopportare le esternazioni del pregiudicato e del suo vate Vespa, ormai un quotidiano stillicidio di melma maleodorante.

Ci vogliono palle d’acciaio a sopportare l’inuitle e tedioso Grillo, fascista e populista senza idee, senza bandiere che ha presto in giro milioni di giovani dicendo che voleva fare la rivoluzione e adesso si svela reazionario.

Ci vogliono palle d’acciaio per sopportare Lei, presidente, il suo viso sorridente, la sua finta umiltà, la sua pervicace ostinazione a restare seduto su una poltrona sempre più scomoda e traballante e il suo partito, senza identità, senza direzione, senza una linea da seguire.

Eviti in futuro di intraprendere strade già battute prima di lei da personaggi di dubbio gusto e infimo livello, lasci perdere le battute e pensi a fare qualcosa per il paese, no, non qualcosa di sinistra, a questo punto, qualcosa e basta.

Categorie:Attualità

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