A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Atene è sempre più vicina


Faccio una doverosa premessa: sono stato in questi giorni vicino ai lavoratori dell’AMT insieme a tutta la città e avrei continuato ad esserlo anche se avessero scelto di continuare la lotta.  Dico questo perché il discorso che farò non suoni come una critica ai lavoratori che, della situazione che si è creata sono state vittime  e hanno reagito nell’unico modo possibile.

Contrariamente a chi sogna una nuova stagione di lotta di classe o si esalta al pensiero di replicare presto quello che è successo a Genova, io credo che abbiamo assistito non all’alba di una nuova stagione di rivendicazioni ma ai primi bagliori del crepuscolo della nostra nazione.

La battaglia combattuta dai lavoratori dell’AMT non ha avuto vincitori: è stata sconfitta la politica ma è stato sconfitto anche il movimento sindacale. Cinque giorni di sciopero a oltranza, contrariamente a quanto credono molti, non sono una dimostrazione di forza ma una dimostrazione di debolezza, di incapacità di svolgere il proprio ruolo da parte del sindacato.

Lo stesso accordo, per lo più basato su promesse a lungo termine, senza dati concreti che possano confortare I lavoratori sul fatto che si sia portato a casa un buon risultato, conferma quanto ho detto sopra.

Lo sciopero dev’essere l’estrema ratio del movimento sindacale e se ci si arriva, deve essere dirompente, far cadere governi o giunte, far sentire al potere il fiato della piazza. I cinque giorni di Genova si sono svolti nell’indifferenza più totale dei media nazionali e questo, oltre a confermare quanto poco conti Genova, è sintomatico di quanto sia facile ignorare una protesta forte e clamorosa: se non appare, non c’é.. Ha fatto la sua comparsa sui giornali più importanti solo quando Grillo, con un atto di sciacallaggio davvero degno di quella vecchia politica che, a parole, dichiara di volere combattere ma di cui poi segue pedissequamente gli schemi, ha tentato maldestramente di cavalcarla.

Ecco allora che il Fatto e Repubblica pubblicano la notizia, l’uno per esaltare Grillo difensore dei tranvieri, l’altro per rimarcare le contestazioni ricevute. Non parliamo poi del coniglio Renzi, che invece di confrontarsi con I lavoratori, di dire parole forti e chiare a sostegno della loro lotta, scappa, annullando l’incontro previsto con il suo elettorato. Un comportamento da vigliacchi.

L’impressione è che la Grecia sia sempre più vicina. Non a causa delle deliranti dichiarazioni di un Berlusconi che andrebbe, a questo punto, rinchiuso dove possa ricevere opportune cure, ma per un quadro politico dove a dominare è il vuoto, l’ipocrisia, l’egoismo di parte, l’inettitudine. Riina che pontifica dal carcere in cui è rinchiuso minacciando magistrati e gloriandosi delle sue imprese da psicopatico assassino è il simbolo stesso del crollo di tutti I principi alla base di quella ineffabile sostanza che tutti respiriamo senza assimilarla che si chiama democrazia.

Se un lurido assassino può lanciare impunemente messaggi contro dei servitori della repubblica che mettono a repentaglio ogni giorno le loro vite e se questi servitori della repubblica non ricevono nemmeno una solidarietà di facciata da parte del governo, se il presidente della Repubblica si rifuta di testimoniare a un processo sull’ignobile trattativa tra lo Stato e la mafia e scrive una letterta trasudante ipocrisia, quale futuro volete che abbia questo paese?

Sarà Lara Comi  che accusa I sardi di non essere capaci a gestire le alluvioni a salvarlo? Lei che non è capace di gestire il suo (scarso) cervello? Sarà la nuova destra. Formigoni, Sacconi, Alfano, e compagnia bella, che avrebbero potuto scegliere un nome più adatto, tipo “La compagnia dei compromessi e dei corrotti”? O sarà il sorriso ebete e la straordinaria capacità di non dire nulla di Matteo Renzi, anti sindacale, favorevole alla globalizzazione, populista e quindi giustamente candidato a diventare leader del maggior partito di sinistra?

O pensiamo davvero che Enrico Letta sia uno statista? Quest’uomo che afferma che una politica di rigore darebbe a Grillo la maggioranza assoluta? Ma provateci a mettere una patrimoniale, a mettere in galera gli evasori fiscali e I ladri, a mettere le mani sui conti esteri dei furbi, a tagliarvi gli stipendi, a punire I manager delle aziende in passivo costringendoli a restituire quanto hanno guadagnato quando ne hanno preso la guida e vedrete che Grillo scomparirà come merita (lui, non il movimento, che invece ha un suo senso e un suo ruolo importante).

Ma non accadrà nulla di tutto questo. E I fuochi di Atene cominciano a illuminare anche le nostre strade.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...