Chi prenderà il posto del pregiudicato? Chi vincerà l’aspra contesa guadagnandosi l’onore e l’onere di prendere per il culo milioni di italiani per l’ennesima volta?

Sarà il Masaniello dei miliardari,fascistoide, leghistoide, nulloide, che si appresta ad ammorbare Genova con un diluvio di turpiloquio e di vuoti a perdere mentali o sarà Matteo Renzi,l’involuzione della specie, dall’Homo sinister sapiens all’homo sinister nullus, un uomo, si fa per dire, che non dicendo assolutamente nulla, non avendo fatto assolutamente nulla, sta per assumere la guida di quello che fu il maggior partito comunista europeo?

Sarà il nulla di Grillo, fascista, razzista, qualunquista o sarà il nulla di Renzi, solo nulla, senza altri aggettivi, a vincere la partita? Partita che si gioca con il morto, l’Italia. Mai contesa politica fu di più basso livello, mai la mancanza di argomenti così radicale, mail il gusto del potere per il potere così preponderante su qualsiasi considerazione per il bene comune. Sugli italiani taccio per amor di patria, finché c’è una patria.

Ieri sono stato a una piccola manifestazione che non aveva nulla a che vedere né con il popolo di Berlusconi, radunato per commiserare un pregiudicato, né con la folla  di domani a Genova, centomila illusi abbagliati da un guitto che continua a fare il guitto ma ha smesso di far ridere da tempo.

No, ieri a Cornigliano, si ricordavano uomini veri, non cialtroni, si ricordavano tre ragazzi che hanno dato la vita per un futuro che non è questo, per un’Italia che non è questa. Si ricordavano tre partigiani, morti per me, per voi che leggete, per Grillo e per Renzi, che non li conoscono e non li conosceranno mai ma abusano di una libertà che gli hanno regalato quei tre ragazzi e tanti altri come loro con il loro sacrificio. Erano tre partigiani e sono stati fucilati perché non hanno tradito I loro compagni.

C’era più dignità ieri, sui volti dei vecchi partigiani, dei militanti di ogni età, c’era più onestà e pulizia che in tutto il Parlamento, c’era più senso etico che in qualunque esternazione del Quirinale, c’era più moralità che in qualsiasi dichiarazione programmatica.

. I miei alunni hanno letto tre brani, brani che parlavano di libertà e diritti, di Amt e zingari, di razzismo e indifferenza. Quando siamo tornati in classe mi hanno chiesto:”Perché piangevano tutti?” La risposta era scontata::”Perché gli avete dato una speranza in un momento in cui siamo senza speranza”.

C’era più dignità a Cornigliano, ieri, di quanta ce ne sarà in questa settimana nel nostro paese. Il mio è un lavoro strano perché di solito insegno ma capita, a volte, che io impari da chi ho davanti.E sono sempre momenti da conservare.

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