A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il presidente che si scusa di fare il presidente


Napolitano. nel discorso odierno, paventa scosse sociali nel paese e invita Berlusconi a non soffiare sul fuoco del caos che è un pò come invitare un maniaco sessuale a non consumare pornografia.

Discorso un pò pomposo quello del Presidente: il solito invito a riforme che questo parlamento non farà mai, una excusatio non petita quando conferma che la grazia a Berlusconi non poteva essere data in nome dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, excusatio che suona stonata e fuori luogo: non ci si giustifica con un delinquente se sei il presidente della Repubblica.

Letta ascolta compiaciuto e promette una nuova ondata di inutili provvedimenti in Consiglio dei ministri. Ma non è del tutto vero che questo governo non stia facendo nulla.

Sta, per esempio, mettendo il bavaglio alla libertà d’informazione su internet con un assurdo provvedimento dell’Agcom che si è auto eletta arbitro di tutto ciò che è pubblicabile o meno in rete; assesta un altro ridicolo colpo basso a un colosso come Amazon varando una assurda leggina protezionista che tutela gli interessi di Mondadori e Feltrinelli rendendo l’acquisto di libri detraibile al 19% ma solo in cartaceo, mentre il mondo ormai è saldamente spostato sul digitale; in un paese digitalmente analfabeta aumenta il prezzo di tablet e computer impugnando una norma Siae che risale al tempo dei grammofoni.

Leggi assurde, che dimostrano sempre di più quanto la politica sia lontana dalla realtà.

Naturalmente non manca l’attacco al welfare: in un collegato alla finanziaria c’è una delega per l’istruzione che permetterà ai geni  risiedono al ministero spremendosi le meningi di assestare il colpo finale alla scuola, in nome del merito e del risparmio di risorse. Ne parleremo in uno dei prossimi post ma è sufficiente leggere quanto Renzi ha scritto sul suo programma riguardo la scuola per capire perché le primarie si riveleranno un tragico errore.

Intanto i forconi impazzano, ricordando un pò i primi exploit delle camice nere e un pò la rivolta degli autisti, che in Cile divenne il preludio del colpo di stato che costò la vita ad Allende e portò al potere Pinochet.  I capi dei forconi sono, come Grillo, abbastanza patetici e abbastanza inquietantii, non per l’assoluta inconsistenza sostanziale dei loro assunti ma per quello che possono scatenare. Io ricordo gli anni della mattanza mafiosa e del terrorismo. Allora lo Stato seppe in qualche modo reagire, c’erano politici diversi, partiti diversi, elettori e non ancora consumatori. Oggi, non so cosa potrebbe accadere.

Quanto ai costi della politica, basta fare due conti per scoprire una cosa: se anche li azzerassimo domani, saremmo comunque nella bratta. In secondo luogo, le cifre riportate dai giornali riguardano anche gli stipendi di impiegati, segretarie, ecc., persone che svolgono il proprio lavoro senza rubare e pagano le tasse. Con ciò, non significa che bisogna continuare a strapagare i cialtroni al potere ma non è quello il problema dell’Italia: mafia, corruzione, clientelismo, evasione, sono queste le piaghe da combattere ma anche il grillo parlante preferisce parlare di altro, forse perché da miliardario, in almeno due su quattro è incappato.

Come il battello ebbro il paese continua  navigare a vista, senza qualcuno che abbia il coraggio di impugnare saldamente il timone. Siamo stati un popolo di santi, poeti e navigatori, al momento, non siamo neanche più un popolo. La par condicio in ogni caso è salvo: il nuovo segretario leghista è un idiota come il nuovo segretario del maggior partito di quella che fu la sinistra italiana.

Categorie:Attualità

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