A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Non è una cosa seria


Due notizie sulla scuola, una più demenziale dell’altra e ci sarebbe solo da ridere se non ci fosse in gioco il futuro dei nostri ragazzi e la professionalità di tanti insegnanti onesti e scrupolosi che ogni giorno, contro ogni logica e contro l’istituzione che dovrebbe  guidarli e supportarli,cercano di svolgere al meglio il proprio lavoro.

La prima riguarda la restituzione degli scatti di anzianità. Semplifico per i non addetti ai lavori. Gli statali, quindi anche i docenti, hanno gli scatti di anzianità bloccati per cinque anni, fino al 2015. I sindacati, eccetto la Cgil, con un accordo che non impone allo stato nessun salasso ma recupera i soldi per pagare gli scatti dai fondi d’istituto, cioè soldi già destinati alle scuole che hanno cambiato destinazione, sono riusciti ad annullare tre dei cinque anni di blocco degli scatti. ovviamente il blocco riguarda anche chi non scatta adesso: se, mettiamo, doveva scattare nel 2015, scatterà nel 2020. Per questo i sindacati hanno cercato, con un accordo di lacrime e sangue, di impedire che questo accada.

Questo governo di ignobili cialtroni senza vergogna, mentre propone l’abolizione del super bollo sulle grosse cilindrate,ha deciso, violando gli accordi sindacali, il contratto di lavoro e le norme più elementari di decenza, che i lavoratori devono restituire gli scatti percepiti lo scorso anno con una detrazione di 150 euro sullo stipendio. Per quale motivo e in base a quale principio un lavoratore debba restituire quanto gli è dovuto sta nella mente malata e gravemente danneggiata del ministro dell’economia.

Per la cronaca, il netto in busta paga su uno stipendio che parte da 1300 euro e arriva a 1700 dopo vent’anni di scuola, va dai settanta ai cento euro.

Ovviamente Matteo Renzi, impegnato a degustare i panini forniti da Eataly, non si occupa di queste minuzie: defraudare i lavoratori di quanto gli spetta non è cosa tanto grave da spingere il nuovo leader della nuova sinistra a spendere una parola a favore degli insegnanti.

La scuola, ancora una volta, diventa un serbatoio dove raccattare risorse e gli insegnanti carne da macello.

La seconda notizia riguarda il ministro Carrozza, che intende inviare un questionario on line alle famiglie per capire cosa non va nella scuola, come andrebbero reclutati i docenti, quali orari andrebbero attuati, ecc.

Mi chiedo: che cazzo paghiamo a fare un ministro dell’istruzione se deve chiedere agli altri cosa fare? A chi poi? Al popolo che segue trepidante il Grande fratello, a quelli che pensano che Berlusconi è un perseguitato politico, al popolo europeo che legge di meno in assoluto, agli aficionados della gazzetta dello sport, agli schiavi della lottomatica? Ma diamo i numeri?  Questa non è democrazia, non è populismo, questa è totale mancanza di cervello.

Ma soprattutto questa è una mancanza di rispetto totale nei confronti della classe docente italiana, un offesa senza precedenti alla loro dignità professionale e allo spirito di servizio che ogni giorno dimostrano. Perché, tanto che ci siamo, non chiediamo ai pendolari cosa bisognerebbe cambiare nelle ferrovie, o ai manifestanti che hanno subito le cariche della polizia nel 2001 a Genova di esprimere un giudizio sulle forze dell’ordine?

Lo propongo io un questionario on line: chiediamo agli italiani cosa ne pensano dei nullafacenti che siedono in parlamento.

Buon anno a tutti e se il buongiorno si vede dal mattino sono cazzi.

Categorie:Attualità

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