A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Breve rassegna di ordinaria follia


Cominciamo con Sharon: il carnefice di Sabra e Shatila, il responsabile della seconda Intifada, un uomo della stessa statura morale di Priebke muore e diventa tutto sommato una bravissima persona. Questo non è revisionismo storico, non è rispetto per i morti, questo è quel processo descritto da Orwell in 1984, un vero libro profetico, con cui viene alterata in continuazione la verità storica a seconda delle convenienze.

Io celebro ogni anno la Giornata della Memoria, considero l’Olocausto un passo che ha avvicinato l’umanità all’inferno, disprezzo i revisionisti e gli antisemiti come quello squallido comico francese che occupa le prime pagine dei giornali e non andrebbe neppure menzionato per non fargli pubblicità, ma da qui ad assolvere a priori Israele e alcuni dei suoi capi dalle loro gravissime colpe, ce ne passa. I giovani non sanno chi era Ariel Sharon ma i giornalisti e i commentatori, sì. Solo Andrea Scanzi sul Fatto quotidiano ha avuto il coraggio di ricordare la verità storica. I carnefici restano solo carnefici e Sharon brucerà all’inferno con Priebke, Pinochet, Ceausescu, e molti, troppi altri.

Passiamo alle miserie di casa nostra. Il tanto lodato piano sul lavoro di Renzi è piaciuto all’Europa e a molti tra i nostri commentatori per motivi oscuri. Intanto è l’ennesimo attacco all’articolo 18: non è possibile graduare le tutele, o si danno oppure no., In particolare, il paino di Renzi applicato alla realtà italiana si concretizzerebbe in un aumento esponenziale del precariato tra i giovani, cioè tra quelli che hanno maggiore bisogno di stabilità. Ci siamo già passati con i contratti di formazione, ricordate? Dovevano garantire l’assunzione della maggior parte di quelli che li avrebbero sottoscritti, invece hanno avuto come risultato quello di fornire manovalanza a basso costo per le aziende.

In secondo luogo, per quanto riguarda la presenza dei sindacati nei Cda, vanno espresse molte riserve. A che titolo? Un conto è una presenza attiva, con diritto di veto, un conto è un ruolo da auditori. Inoltre, il modello è quello tedesco, ma in Germania i sindacati hanno sottoscritto un accordo che ha  tenuto per anni gli stipendi più bassi: ve lo immaginate Landini fare un proposta simile ai suoi seguaci?

Manca nel piano di Renzi, il corollario, la necessaria cornice a qualsiasi riforma del lavoro: la lotta dura alla criminalità organizzata che paralizza ormai l’intero paese e non più solo il sud, la lotta alla corruzione e la lotta all’evasione fiscale che deruba tutti noi di risorse e possibilità. Senza un piano chiaro su questi tre punti, tutto il resto sono chiacchiere. E comunque di sinistra nel piano di Renzi non c’è nulla, solo un rimasticamento dilettantistico dei capisaldi del liberismo e l’errata opinione che la crisi del lavoro in Italia sia dovuta alle norme (scarsissime) che tutelano i lavoratori. Siamo ancora alle chiacchiere e distintivo e, tempo, che sotto il vestito non ci sia molto altro.

Parliamo di scuola. Ieri sera ho ascoltato il ministro Carrozza. Ha parlato per mezz’ora senza dire niente e Fazio ha fatto le domande sbagliate. Ecco cosa avrebbe dovuto chiedergli:

1) Come si concilia la volontà di abbassare la dispersione scolastica e di tornare a fare della scuola un ascensore sociale con i tagli ai fondi d’Istituto e ai gruppi sportivi, cioè a quelle attività che permettono il recupero dei ragazzi più disagiati?

2) Come si concilia la volontà di avere una scuola più equa con la procedura cervellotica e umiliante necessaria per ottenere l’attestazione di disabilità?

3) Come si concilia il rispetto dei precari con l’annuale  balletto delle graduatorie?

4)  I nuovi dirigenti sono degli azzeccagarbugli che spesso non hanno mai messo piede in un’aula scolastica. E’ tanto difficile capire che la scuola non è un’azienda e i ragazzi non sono prodotti? E’ tanto complicato comprendere che non si può considerare cultura, civismo e intelligenza in termi8ni di produttività?

5) L’autonomia scolastica senza fondi e autonomia di gestirli da parte dei Dirigenti è uno scherzo, un nonsense, un ossimoro. Cosa intende fare il governo per dare una autonomia reale alle scuole?

3) Renzi ha detto che gli piacerebbe cambiare la struttura della scuola media e superiore, non c’è n’è bisogno e, per carità, se ne astenga. Basterebbe parificare organico di fatto e organico di diritto, rispettare senza deroghe le norme sulla formazione delle classi, rispettare senza deroghe le norme sulla sicurezza e chiudere le scuole non a norma, reintrodurre il tempo prolungato e reintrodurre la rimandatura a Settembre o il debito formativo se vogliamo chiamarlo così, anche nella scuola media, inserire un insegnante di sostegno per classe al di là della presenza o meno di di alunni con disabilità: tutto tornerebbe a funzionare come per incanto.

Se poi si nominasse un ministro dell’istruzione che ha lavorato per un certo periodo di tempo con i ragazzi, in una classe, probabilmente torneremmo a insegnare a fare scuola al mondo. Una volta messi in condizione di svolgere al meglio il nostro lavoro, potremmo anche parlare di merito.

Un’ultima osservazione: ieri sera ho ascoltato Vittorino Andreoli, indignato e amareggiato per lo stato miserando in cui versa il nostro paese. Che straordinario Presidente della Repubblica sarebbe!

Categorie:Attualità

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