A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il mercato delle vacche


Il piccolo, arrogante, inconsistente Matteo Renzi sta cantando il De profundis per la sinistra italiana ed è davvero un peccato che un partito dalla storia gloriosa come il vecchio Pc, che tanto ha fatto per questo paese, debba vedere i suoi eredi umiliati da un piccolo gerarca logorroico e privo di valori. Francamente, era più auspicabile che se l’avventura della sinistra dovesse terminare lo facesse almeno per mano di una figura di rilievo, un villain degno di questo nome, un Craxi, non un Renzi qualunque.

L’incontro con un pregiudicato morto che viene per l’ennesima volta resuscitato grazie alle pratiche negromantiche assai diffuse in area Pd, è umiliante, offensivo, ignobile. E’ anche la riprova di quanto scritto più volte su queste pagine: Renzi è il nulla, un vuoto a perdere fastidioso e tronfio, il figlio putativo di Berlusconi, il prodotto di vent’anni di azzeramento di ogni principio morale ed etico in questo paese.

Berlusconi ha innalzato il livello del tollerabile, del lecito, ad altezze vertiginose, ha utilizzato le sue televisioni per involgarire il costume e trasmettere la sua dottrina di un mondo fatto a misura di chi se lo vuole prendere a spese di chi non è abbastanza furbo o non ha sufficiente pelo sullo stomaco per fare lo stesso.

Renzi è fatto della stessa materia del pregiudicato, è uno scarto di produzione nella catena di montaggio del potere, una anomalia mostruosa che nel nostro paese, ormai ridotto a una sorta di circo degli orrori, purtroppo appare accettabile.

Da comunista, da persona che ha creduto nella possibilità di un mondo diverso, di una società più giusta, dove ognuno avesse uguali possibilità almeno in partenza, considero Renzi un nemico ancora più pericoloso e infido di Berlusconi e dei fascisti, perchè è un nemico interno,perché è il male annidato nella mente di un popolo della sinistra che è stato contagiato dallo stesso morbo che per vent’anni ha colpito la destra: quello della vittoria a qualsiasi costo, a qualsiasi prezzo, quello della dignità azzerata in nome del potere.

Se anche uscisse da questo sciagurato incontro la miglior legge elettorale possibile, non cambierei di una virgola la mia posizione: il segretario del più grande partito della sinistra non può trattare con un pregiudicato perché, così facendo, umilia sé stesso (ma non avendo dignità, è irrilevante) e umilia il suo popolo, che la dignità ce l’ha e seguendolo la perde.

Di questo passo, mi aspetto che ai prossimi tavoli programmatici non vengano più convocati i sindacati ma i capi di ‘Ndrangheta e Camorra.

Categorie:Attualità

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