A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Perché non sono squadristi (ma probabilmente molto peggio)


I commenti di questi giorni sulla gazzarra provocata dal M5s in parlamento inclinano dal retorico al nauseante e sono quasi tutti falsi e tendenziosi. Salvo il solo Augias, giornalista rigoroso e sempre coerente con la propria idea di democrazia che in televisione e sui giornali ha fatto una disamina lucida e in buona parte accettabile del movimento di Grillo.

Il Movimento non mi è simpatico, lo trovo politicamente inconsistente e pervaso da un fanatismo pericoloso e da una ottusità inquietante. E’ un peccato, perché la maggior parte dei suoi aderenti è costituita da persone animate da una sincera volontà di cambiare le cose ma totalmente digiuni di cosa sia la politica e di quali regole la governino. Considero Grillo e Casaleggio due manipolatori della peggior specie, sfruttatori dell’altrui buona fede, imbonitori da circo.

Giusto per chiarire le mie idee politiche e non far torto a nessuno, considero Renzi un vuoto a perdere, privo di qualsiasi cultura e qualsiasi ideale, un piccolo e meschino arrampicatore sociale, uno yuppies degli anni ottanta fuori tempo massimo, afflitto da un narcisismo patologico che lo sta portando a seppellire definitivamente la sinistra italiana.

Torniamo ai Cinque stelle: solo su un punto Augias, a mio parere, sbaglia, se mi è lecito criticare una fonte tanto autorevole. Il paragone col fascismo non regge. Mussolini era un anarchico passato al socialismo che aveva basi ideologiche e in testa un’idea di rivoluzione. Gli esiti furono quelli che conosciamo, ciò non toglie che nel fascismo esisteva un’idea di Stato, per quanto deviata, che aveva le sue origini nell’idealismo Hegeliano traslato da Giovanni Gentile. C’era insomma un substrato culturale, un’idea, a cui si contrappose un’altra idea di Stato, quella di democrazia rappresentativa, portata avanti dai partigiani e poi messa in atto dai padri costituenti.

Ovviamente non intendo qui nobilitare Mussolini. io sono e resto antifascista e comunista, quindi sto dalla parte opposta della strada, però ritengo sia utile dire come stanno le cose storicamente, in un momento di revisionismo storico allarmante.

Dietro Grillo e il suo compare non c’è nulla: nessuna ideologia, nessuna idea politica, nessuna referenza filosofica, nessun progetto sensato. Grillo è stato solo capace, e vedremo se durerà, di fare quello che il partito comunista è stato in grado di fare in Italia per molti anni: canalizzare la rabbia delle classi meno abbienti e, oggi, anche di quella media e piccola borghesia ormai in via d’estinzione. Ma mentre il Pc quella rabbia riusciva, fino agli anni settanta, a controllarla e canalizzarla, a farla sfociare in manifestazioni democratiche, a darle un’identità e una ragion d’essere, Grillo la lascia fluire libera, la aizza, lancia benzina sul fuoco.

Questo comportamento irresponsabile e criminale, da cattivo maestro, potrebbe sembrare simile a quello degli ideologi del terrorismo, Curcio, Fenzi, ecc., ma anche in questo caso manca il sostrato, che in quel caso era il marxismo leninismo sposato a Bakunin.

Non dimentichiamo che gli ideologi del terrorismo erano docenti universitari e che dietro Mussolini e il fascismo c’era un filosofo di valore come Giovanni Gentile: nell’epoca della globalizzazione, dell’appiattimento e della standardizzazione dei bisogni, modelli così alti risulterebbero incomprensibili ai più e allora ecco che il referente culturale diventa un comico e un improbabile pseudo esperto di internet che propaga sul web idee degne della propaganda di Goebbels.

A me non preoccupano le gazzarre in parlamento, quelle le ha fatte anche la Lega che è’ stata al governo fino a ieri, a me preoccupa il fatto che la rabbia e la massa non si governano e chi crede di poterlo fare è un idiota o un criminale. In questa ottica, se il M5s fosse un partito neofascista, sarebbe molto più rassicurante: si tratterebbe di un nemico tradizionale da combattere con armi convenzionali. Il problema è che ci troviamo di fronte a un movimento guidato da due individui privi di scrupoli, incoscienti e narcisisti che non so per quanto ancora riusciranno a tenere a freno le pulsioni di morte che animano molti dei loro adepti.

Il fanatismo cieco, la pretesa di possedere la verità, la cieca sudditanza al guru, sono sintomi, oltre che di una frustrazione profonda e di un irrisolto rapporto con il sé, della crisi epocale che stiamo vivendo, una crisi da fine dell’impero. Quando i valori si azzerano, le fedi crollano, il dissenso viene messo a tacere, giunge quel crepuscolo della storia in cui il sonno della ragione genera mostri. Direi che ci stiamo avvicinando.

Categorie:Attualità

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