A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Ma che piccola storia ignobile…


Così cominciava una canzone di Guccini quando non si vergognava ancora di essere comunista e davvero è una piccola storia ignobile quella del grottesco passaggio di consegne tra Letta e Matteo Renzi, ennesima puntata della telenovelas di successo “Morte della democrazia in Italia”.

Se tutto andrà come previsto avremo il terzo presidente del consiglio di seguito non eletto. Niente male per una democrazia elettiva come la nostra. Come affermava un prono cronista di Repubblica, ormai diventato un illeggibile organo di partito come il suo contraltare grillino, Il Fatto quotidiano, siamo una democrazia parlamentare e quindi decide il parlamento, non c’è nulla di illecito nel passaggio di consegne. L’unico piccolo appunto che si può muovere, se vogliamo cercare il pelo nell’uovo, è che la corte costituzionale ha deciso che questo parlamento è stato eletto in virtù di una legge anticostituzionale e, dunque, sarebbe stato dignitoso cambiarlo al più presto.

Sfugge la logica di questo cambio di consegne, o meglio, sfugge a chi non vuol vedere: la parola d’ordine di Napolitano, probabilmente sussurrata da Bruxelles, è eliminare Grillo e il suo movimento, evitare che possa arrivare al governo, ovviamente escludendo a priori  che il Pd sia in grado di proporre una politica alternativa sensata o possa replicare in modo opportuno e adeguato alle sparate populiste di Grillo. Se Renzi tirerà davvero avanti per quattro anni, la missione sarà compiuta perché Grillo, Casaleggio e co. , già ben avviati sulla strada del suicidio politico con la loro intransigenza talebana e la loro totale assenza di una linea politica, si scioglieranno come neve al sole. Con buona pace di chi crede nella democrazia.

Il problema è cosa ne sarà dell’Italia nelle mani di Matteo Renzi. L’uomo non sa letteralmente quello che dice, i suoi sodali ancora meno. In questi giorni li ho sentiti parlare di tutto e di più in vari programmi televisivi e ho letto le loro dichiarazioni sui giornali: al confronto, il primo Berlusconi, quello con la calzamaglia sulla faccia, era un genio di politica e comunicazione. Questi parlano di cose che non conoscono, lavoro, scuola, stato sociale, politica fiscale, con la sicumera degli esperti l’arroganza degli irresponsabili, con le loro faccine pulite, i loro capelli ben pettinati, i loro sorrisi preconfezionati, questa legione di Barbie e Ken profumati e deodorati, si appresta al nuovo sacco di un paese una volta chiamato Italia. Ma quello che non gli perdono, deformazione professionale, è la loro totale, assoluta, ostinata mancanza di cultura politica, la loro ignoranza ostentata.

La nostra politica in questi anni ha prodotto, al governo, un satiro pedofilo e ladro che ha spadroneggiato per vent’anni, poi un pseudo grande economista che ci ha quasi portato alla sommossa civile, adesso questo nano bagonghi logorroico e finto giovane.

L’opposizione? Un ex comico fascistoide e un esperto di marketing digitale per il quale nessuno invoca, come si dovrebbe in un paese normale, il conflitto di interessi. Il satiro di cui sopra, morto e sepolto, resuscitato grazie all’ignoranza politica di cui sopra e attualmente sospeso tra la vita e la morte, non un fantasma e neanche del tutto un uomo, comunque sempre fastidioso e sgradevole.  Dulcis in fundo, un presidente della repubblica ottuagenario che fa e disfa a suo piacimento governi come fossero cosa sua, con una interpretazione autoritaria del proprio ruolo che odora di America latina negli anni 70.

Il popolo italiano? Alla perenne ricerca del vate, non elettori ma adepti, fedeli   non di dei minori ma minorati, sempre speranzoso che il prossimo demente a capo del governo riporti la luce dove regna la notte, drogato di cattiva televisione , intossicato da una ignoranza becera e ottusa, per un terzo pedofilo, come risulta un sondaggio che commenterò in un futuro post.

Un quadro desolato? No, solo ridicolo. Il quadro desolato è quello della corruzione dilagante, della criminalità organizzata che gestisce buona parte del paese, di una imprenditoria arrogante, incapace di ragionare in termini globali, incapace di innovare, di una rappresentanza sindacale preda di una confusione ormai irrisolvibile.

Il quadro desolato è una scuola allo stremo dove si lavora come a Fort Apache, il bollettino quotidiano dei licenziati, gli ospedali che scoppiano, i frutti avvelenati della spending review dell’esperto Monti,il razzismo dilagante, l’individualismo sfrenato, la mercificazione di ogni cosa.

Ma tutto questo Alice non lo sa, e neanche l’ineffabile Matteo Renzi, l’ennesimo inutile idiota alla guida di un paese che se lo merita.

Categorie:Attualità

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