A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Dieci buoni motivi per cui detesto Grillo


Lo la diretta streaming dell’incontro tra Grillo e Renzi di ieri induce a pensare che chi vuole mettere le catene alla rete abbia ragione. Se Internet serve a trasmettere un simile squallido, indecoroso, triviale e vuoto spettacolo, meglio utilizzarla per altro. Amavo Grillo come comico almeno quanto lo detesto da quando è entrato in politica, moltissimo. A irritarmi non è tanto lui quanto la massa acritica dei suoi seguaci. Alcuni li conosco personalmente: ragazzi e ragazze  con un cervello, persone per bene, stimabili, corrette e trovo incomprensibile che non riescano a scorgere il trucco dietro i giochi di un pessimo prestigiatore. Mi chiedo cosa succederà se dalla violenza verbale si passerà alla violenza e basta. Perché la strada presa da Grillo porta lì.

 

1) Ogni forma di pensiero unico mi ripugna. La coerenza è una dote rara quando si tratta di principi ma questo non significa che, a ragion veduta, non si possano cambiare alcune idee. A guidare sempre dritti si finisce, prima o poi, per sbattere contro un muro. Guardare agli altri,ascoltarli, rispettarli, significa, spesso, poter vedere il mondo da un’angolatura diversa, a volte, capire di essere in errore.

2) Grillo è depositario del marchio Cinque Stelle e guadagna barcate di milioni grazie al suo blog, alla faccia e sulle spalle dei suoi adepti. Non si è mai visto un dirigente di un partito che sia depositario del marchio di quel partito e si assuma il potere di cacciare chi non la pensa come lui. Il movimento Cinque stelle è un business, con buona pace dei suoi fedeli.

3) Casaleggio è un esperto di Internet e fornisce servizi a svariate aziende. I Cinque stelle sono un movimento virtuale, basato sul blog di Grillo. C’è un conflitto di interessi grosso come una casa ma tollerando quello di Berlusconi da vent’anni, nessuno lo nota.

4) Non esiste un programma politico del Movimento. I tagli alla politica, le lotte ecologiche, i bla bla bla sugli scontrini e l’onestà degli adepti non sono risposte alla crisi strutturale del paese. L’uscita dall’Europa e dall’euro è una stronzata talmente grossa che non vale un commento. Dove sono i programmi sull’economia, la politica industriale, l’istruzione? Non esistono.

5) La rete non garantisce la democrazia, le consultazioni in streaming non sono trasparenza ma una buffonata, come il voto di quei quattro illusi che credono sia possibile la democrazia diretta. La democrazia diretta è impraticabile negli stati moderni e quella elettiva ha assicurato sessant’anni di pace all’Europa. La rete è uno strumento pericoloso e manipolabile da gente senza scrupoli come Grillo e Casaleggio che la usano per accrescere i loro conti in banca sfruttando la giusta rabbia dei loro adepti. Quando il movimento sarà morto, l’unico risultato ottenuto sarà quello di aver spinto le autorità a limitare la libertà in rete.

6) Grillo è un cafone e un maleducato che contribuisce a incarognire lo squallido panorama politico italiano. Non c’era bisogno di altro turpiloquio., Non c’era bisogno di un altro politico che non conosce l’italiano.

7) Grillo, come Berlusconi e come Renzi, non fa contraddittori perché, come Berlusconi e come Renzi, non sa quello che dice quando affronta argomenti seri e dunque è molto più comodo sproloquiare in libertà e dare l’impressione di conoscere tutto. Non avendo una politica, non può discutere di politica, non avendo argomenti, non può argomentare.

8) Sarebbe un insulto all’intelligenza pensare che le persone che hanno chiesto a Grillo di andare alle consultazioni con Renzi lo hanno fatto perché volevano che si esibisse nell’ennesimo, pietoso show da comico che non fa più ridere. Non posso pensare che esista una simile marea di idioti, sarebbe inquietante. Quindi Grillo ha tradito di nuovo il mandato dei suoi elettori, mettendo in mostra per l’ennesima volta la mancanza di argomenti e il proprio narcisismo patologico.

9) Grillo è intollerante, destrorso, spesso chiaramente fascista nelle sue argomentazioni.Ma soprattutto, è antidemocratico e, come tale, pericoloso.

10) Narcisista patologico, autoritario, autocratico, demagogo, intollerante, privo di idee, privo di principi, volgare, ignorante in modo inquietante. A scelta, applicate queste categorie a Mattero Renzi, Silvio Berlusconi o Beppe Grillo.

Postilla: Berlusconi, tra i tre, è quello meno ignorante, diciamo un analfabeta di ritorno. E’ tutto dire.

Categorie:Attualità

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