Non voterò mai Matteo Renzi, neanche se realizzasse le sue mirabolanti promesse. Non voterò mai Renzi perché considero l’aver restituito dignità politica a un individuo come Silvio Berlusconi e aver inserito nei posti chiave del governo alcuni dei suoi accoliti, ripugnante e inaccettabile moralmente per il leader di quello che dovrebbe essere un partito di sinistra.

Una settimana fa sui giornali è comparsa una notizia allucinante: un italiano su tre pensa sia lecito avere rapporti sessuali con minorenni. L’altro ieri, un’altra notizia terribile: nel savonese quattro ragazzine minorenni si prostituivano per arrotondare i soldi della paghetta. Sono le conseguenze di vent’anni di relativismo morale, di totale sprezzo delle regole, di una filosofia di vita edonistica e vuota, dove il più forte non solo domina il più debole, ma lo violenta, lo usa, lo stupra a suo piacimento e se ne compiace. 

Io lavoro con ragazzine che hanno più o meno l’età di quelle coinvolte in questa tristissima vicenda. Ragazzine con cui il trenta per cento degli italiani ritiene lecito consumare un rapporto sessuale. Le vedo arrivare in prima ancora bambine e, quando arrivano in terza, sono fanciulle in fiore, creature ibride, non ancora adulte, non ancora bambine, qualcosa di tutte e due.

Mi rendo conto quando sono innamorate, le ascolto piangere quando sono deluse, sento i loro problemi e loro ansie. Per tre anni diventano parte della mia vita. Mi impegno quotidianamente con loro e con i loro compagni, a insegnare  che nel mondo esiste la bellezza, che c’è bellezza in un canto di Dante o in una poesia di Leopardi o in un quadro di Piero della Francesca ma che esiste anche il male, la cattiveria gratuita, la violenza, l’arrivismo, lo schifo. Mi impegno a far comprendere loro, giorno dopo giorno, che la conoscenza ci dà libertà e che la libertà senza rispetto dell’altro, non vale niente.

Se una di quelle ragazzine del savonese fosse una mia alunna, mi chiederei se non è il caso di cambiare mestiere, o quantomeno, mi chiederei dove ho sbagliato e starei male per settimane. Certamente in questi giorni se lo stanno chiedendo (me lo auguro) i professori di quelle ragazzine, i genitori, gli amici.

Certamente non se lo chiedono i giornalisti, che per anni hanno descritto con un certo compiacimento per l’orrido, le peripezie erotico sentimentali di un vecchio che non vuole arrendersi alla natura, non se lo chiede la schiera di cortigiani che lo hanno  difeso a spada tratta,. uomini e donne senza dignità e senza principi, baciapile indegni di entrare in una chiesa, non se lo chiedono tutti quegli imbecilli che sarebbero stato onorati se il premier si fosse scopato la figlia o hanno affermato che in casa propria ognuno fa quello che vuole con chi vuole.

Sono assolutamente sicuro che non se  l’è certamente chiesto Renzi quando ha riportato sulla scena politica un pregiudicato ormai morto e sepolto e non se l’è chiesto il presidente Napolitano, che quanto a ipocrisia non scherza neanche lui, quando ha ricevuto il pregiudicato a Palazzo Chigi.

Nessuno di questi sembra rendersi conto della devastazione morale di questo paese, del deserto etico in cui ci muoviamo, del totale azzeramento di ogni principio, di ogni ideale. L’unico, una volta tanto, è il Papa, che sta combattendo contro i mulini a vento con tenacia gesuitica,cercando di fare quello che la politica dovrebbe fare, non con i turpiloqui e la mitomania di Grillo ma affrontando quella questione morale che è la madre di tutti i problemi del paese.

La questione morale e il problema della responsabilità degli atti di un politico sono la grande questione che nessuno sembra aver voglia di affrontare in questo paese.

I frutti di anni e anni di politica sporca, squallida, dominata dall’egoismo e dalla prevaricazione, li leggiamo ogni giorno sui giornali. I casi delle ragazzine di Roma e e questi più recenti, non sono sporadici, sono il sintomo di un male che da tempo alligna nella nostra società e che, se non corriamo ai ripari, la divorerà. Sono il prodotto della corruzione, non quella delle bustarelle e dei favori sottobanco, delle case regalate a insaputa dei beneficiari e delle risate sui terremoti, ma della corruzione delle coscienze, del latrocinio diventato la norma, della mercificazione di qualsiasi cosa, anima e corpi compresi, del mercato globale dove si vende a prezzi di realizzo la dignità. Berlusconi è stato condannato per aver rubato ma dovrebbe finire in carcere per aver sdoganato il razzismo, per aver usato le donne come oggetti e corpi da esporre, per la sua totale amoralità, per essere diventato un modello di mostro da seguire, a cui aspirare. Perché Berlusconi e la sia cricca, in un paese normale, sarebbero dei mostri.

Chiamare “baby squillo” quelle ragazzine significa attribuire loro una coscienza dei loro atti che non possono possedere alla loro età, significa giudicarle e metterle sul rogo, rifiutarsi ostinatamente di capire. La responsabilità  dei media nel dare spazio a certe notizie, nel trattarle con ingiustificabile leggerezza, nel funzionare da amplificatori della distruttiva filosofia del potere, è enorme. Ma responsabilità è una parola che sembra scomparsa dal nostro dizionario.

Non c’è bisogno di teorie millenaristiche per capire che il sistema sta crollando, che il mondo così com’è non andrà avanti per molto. Quello che dobbiamo chiederci,la scommessa sul futuro, la versa scommessa sul futuro, è cosa sorgerà dalle rovine.

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