A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Lettera aperta a Matteo Renzi


Egregio Presidente del Consiglio,

sono un insegnante di scuola media, a me piace chiamarla ancora così, perché, avvicinandomi al mezzo secolo, rientro probabilmente, per lei, nella categoria dei vecchi. Sono uno di quelli che ha tre mesi di ferie l’anno, che lavora quattro ore al giorno, ecc.ecc. Non ha importanza se poi i mesi di ferie sono meno e le ore di lavoro molte di più, viviamo nell’epoca dell’apparenza e quello che appare agli occhi della gente è che gli insegnanti sono una categoria di privilegiati.

Sono anche uno statale che da cinque anni ha lo stipendio bloccato, che ha dovuto spendere ore di sciopero ed essendo un rappresentante sindacale, anche di assemblee, per vedersi riconosciuto nuovamente un diritto acquisito, quello degli scatti d’anzianità. E adesso mi tocca sentire che volete tagliare ancora sugli statali.

Ma non è di questo che volevo parlarle, né del fatto che dal punto di vista edilizio la scuola in cui presto servizio è a norma ma manca tutto il resto: dalla carta per le fotocopie a internet, dalle Lim alla carta igienica, dalle penne ai pennarelli per le lavagne magnetiche perché il governo, quello precedente, non il suo, ma il suo non ha fatto nulla finora per rimediare, ha deciso che per onorare i debiti con la scuola bisogna tagliare sulla scuola, un  pò  come se lei mi dovesse dei soldi e me li restituisse togliendoli dal mio stipendio.

No, volevo parlare dei miei ragazzi e delle mie ragazze, dei loro genitori, di un quartiere dove la crisi si tocca con mano, si respira nell’aria, quasi la si può vedere materialmente.

Non facciamo più gite scolastiche, per esempio, perché ormai più di metà classe non partecipava per motivi economici, c’è chi partecipa a corsi di potenziamento, e dunque è meritevole, fa parte di quelle eccellenze che vorreste promuovere, ma non può pagarsi l’esame finale per un titolo spendibile alle superiori, c’è chi non può pagare i libri di scuola e chi non può comprare un computer al figlio, ecc.ecc

Cosa devo dire ai ragazzi e ai loro genitori, che magari hanno perso il lavoro o la casa, o hanno guai con la giustizia, perché a volte la vita, quando ti morde, fa sbagliare. Cosa gli racconto?

Che, grazie a Lei,  avranno meno sanità, che perché pochi ricchi possano mantenere il loro benessere a scapito del loro, avranno meno servizi pubblici, che se hanno bisogno non ricorrano ai servizi sociali perché gli avete tagliato i fondi, (non il suo governo ma il suo governo non ha fatto nulla per rimediare), e sono al collasso, che in questo paese si continua a ignorare una realtà fatta di code interminabili davanti alla Caritas e alle mense degli istituti religiosi, che stanno tornando di moda vecchi fantasmi che hanno già decimato i quartieri operai, come la droga, che di tutto questo a Lei e ai suoi ministri non frega assolutamente nulla? Che lei non vuole tagliare le pensioni alte, che considera un diritto acquisito mentre ottanta euro di scatto d’anzianità erano un danno all’erario? Che non vuole applicare una patrimoniale sulle rendite miliardarie e quindi taglierà autobus e treni?

Questo non è un paese fantastico, egregio presidente, questo è un paese devastato dalla speculazione edilizia e dall’incuria, un paese di quartieri dormitorio e di ghetti, di giovani che sballano nelle discoteche per non pensare a un domani che sarà uguale all’oggi, è un paese dove gli anziani sperano di non ammalarsi perché in ospedale non si sa cosa ti può succedere, se ne sentono di tutti i colori, un paese che sta progressivamente rendendo inutile il diritto allo studio, ipotecando la rovina del proprio futuro.

Mi verrebbe voglia di dire dove può infilare la maglietta che ha regalato alla Merkel, mi verrebbe voglia di maledire lei e quelli come lei che, per sete di potere, egocentrismo, incoscienza prendono in giro la gente, prendono in giro i ragazzi e le ragazze che ogni mattina vedo sui banchi di scuola, prendono in giro i loro genitori, persone dignitose e oneste, a cui state togliendo la dignità e l’orgoglio dell’onestà.

Ma io sono fortunato, lei ha ragione. Io vivo in una grande città del nord, seppure decadente e decaduta, lavoro in un quartiere operaio di una grande città del nord. Se la passano molto peggio i miei colleghi di Scampia, o dello Zen di Palermo. I miei ragazzi sono depressi, demotivati, a volte nevrotici,problematici, i loro, capita che siano morti. Ottima mossa quella di ieri  del ministro Alfano di mandare sessanta poliziotti in Puglia dopo l’agguato costato la vita a un bambino di tre anni. Uno spiegamento di forze impressionante, probabilmente quei miserabili assassini si costituiranno per la paura. A proposito, non ho ancora letto cosa prevede la spending review per quanto riguarda i soldi sequestrati alle mafie e quelli da prelevare ai consiglieri regionali che hanno rubato, si sono lasciati corrompere, hanno disonorato la loro carica. E, naturalmente, aspetto con ansia il suo progetto per la lotta alla droga e alla criminalità organizzata. Capisco che in Italia si tratta di fenomeni marginali, ma sarebbe un bel gesto provare ad affrontarli e non ignorarli.

Egregio presidente del consiglio,

lei mi è antipatico, anzi, la detesto proprio, ma speravo che mi sorprendesse, speravo di poter scrivere : è sempre odioso e detestabile ma gli dò atto che ha fatto qualcosa di nuovo. Invece, ogni giorno che passa, mi accorgo che cambiati i musicanti, la musica è sempre la stessa. Anzi, è sempre più stonata e cacofonica.

Categorie:Attualità

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