A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Recensione: E così vorresti fare lo scrittore? di Giuseppe Culicchia


Questo libro è un vademecum prezioso per chi ha il sogno nel cassetto di pubblicare un libro. Non tanto perché si tratti di un manuale di scrittura quanto perché offre una panoramica disillusa e sarcastica sul panorama letterario italiano.

Culicchia è un ex giovane scrittore assurto, come afferma lui, alla categoria di “solito stronzo”, in attesa di diventare “venerabile vecchio”.  Già queste definizioni mostrano il tono auto ironico e divertito del libro anche se, sotto le spoglie di un apparente divertissement, il volumetto cela tra le righe una certa amarezza, una rabbia sotterranea verso i sepolcri imbiancati del nostro panorama letterario, i moderni e penosi arbiter elegantiarium de noartri, prima Maurizio Costanzo, oggi Fabio Fazio, il mondo vuoto ma potente dei salotti.

Il quadro che viene fuori è, tanto per cambiare, desolante. La vita dello scrittore italiano ha poco di idilliaco, è costellata di viaggi promozionali, incontri con i lettori, domande imbarazzanti e sempre uguali, ruoli promozionali a volte surreali, telefonate alla casa editrice per elemosinare una comparsata in Tv che faccia lievitare le vendite. Senza contare le invidie, le coltellate alla schiena, le quotidiane meschinità tipiche di ogni ambiente, anche del dorato mondo delle lettere.

Forse il dato più sconfortante è proprio la potenza del mezzo televisivo. Al di là del valore intrinseco della scrittura, dato secondario nella scelta di pubblicare un autore oppure no, la visibilità televisiva garantisce, oltre alla pubblicazione, vendite cospicue. Una comparsata da Fabio Fazio, poi, è indice di un cospicuo aumento delle vendite. Che un presentatore grigio, con la faccia da travet e l’umorismo di un adolescente di trent’anni fa, l’incarnazione stessa della mediocrità, possa con una intervista solitamente irritante e mal condotta determinare il successo di un autore la dice lunga sia sulla cultura media degli italiani, sia sull’enorme potere della Tv.

Questo è un paese in cui si pubblica troppo, Culicchia lo sa bene perché per campare ha venduto libri prima di scrivere, si pubblica troppo senza selezionare adeguatamente   quello che si propone al pubblico. Un personaggio televisivo è vendibile di per sé e questo spiega gli scaffali pieni di memorie di cuochi, veline, presentatori, calciatori, giornalisti miracolati, attrici porno redente, politici irredimibili.

Peccato che Culicchia non abbia dedicato un capitolo anche alla scomparsa dei librai e delle vere librerie, quelle dove chiedevi un consiglio su un libro e il commesso, horribile dictu!, a volte lo aveva anche letto!

Personalmente detesto le mega librerie odierne, centri commerciali della letteratura, self service del libro privi di personalità, di fascino, di quell’odore di carta e cultura che, da bambino, rendeva ogni ingresso in libreria un evento magico e unico. Per non parlare della incompetenza dei commessi, capace di fare la bocca a cul di gallina se chiedi, non dico Thomas Pynchon, ma solo Jack Kerouac. Viva Amazon e abbasso Feltrinelli, mi spiace ma la penso così.

Questo è un paese dove l’editoria fattura meno della Nutella, afferma a ragione Culicchia, e purtroppo le conseguenze le vediamo ogni giorno.  Non è questa la sede per soffermarsi sui figli degeneri dell’ignoranza ma va sottolineato come, tutti i governi degli ultimi vent’anni, abbiano senza alcuna remora tagliato i fondi alla cultura, Un paese di idioti è più facile da governare.

Libro ben scritto, più profondo di quanto vuole apparire, spietatamente sincero e a tratti assai esilarante, politico nel senso nobile del termine, consiglio E così vorresti fare lo scrittore? a tutti quelli che amano i buoni libri, anche se non sono passati da Fazio.

Categorie:Attualità

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