A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Le povere lolite del nuovo millennio


Lolita è uno dei capolavori letterari più perturbanti mai scritti. Certamente Nabokov, descrivendo il morboso e perverso rapporto tra il perfido Hubert Hubert e la sua figliastra, ha creato una potente metafora dello stalinismo, del suo impadronirsi della rivoluzione e farne altro, ma ha anche descritto il lato più oscuro della mente dell’uomo, superando le barriere del Super io e del pudore, scandagliando l’animo maschile e facendo, con Hubert, il ritratto di quello che sarebbe un uomo privo di inibizioni morali: un assassino e un pedofilo.

Il personaggio di Hubert può essere sintetizzato con il titolo di una famoso testo di criminologia: I buoni lo pensano, i cattivi lo fanno. Mentre la persona normale domina le sue pulsioni, sessuali, violente, autodistruttive, perché conosce il confine tra ciò che è moralmente giusto e ciò che è sbagliato, lo psicopatico non ha confini e segue le sue pulsioni fino in fondo. Ecco perché Hubert confonde la naturale seduttività adolescenziale di Lolita con un invito reale e la plagia fino a farla diventare un oggetto, un oggetto che si ribellerà concedendosi a un altro plagiatore, perché, come lo psicopatico non riesce ad avere normali rapporti sociali, così la socializzazione delle donne picchiate, violentate, abusate, spesso se in giovane età, a volte si trasforma in una drammatica coazione a ripetere.

Lolita si riscatta alla fine del romanzo, optando per un dignitosa povertà al fianco di un uomo che la ama. Ci sarà riscatto per le ragazzine di Roma o per quelle di Genova che si offrivano ai compagni di classe per poi ricattarli? A differenza di Lolita, costretta a diventare un oggetto, queste ragazze scelgono spontaneamente di diventare “cose” da offrire ad altri in cambio di denaro, si reificano, sacrificando la sessualità a mero atto iterativo per ottenere profitto, privandola di ciò che la rende quella che gli ebrei considerano l’attività che più avvicina a Dio: l’amore, la passione, il piacere, l’essere una cosa sola con un’altra persona.

Il Secolo XIX, quotidiano che non amo per svariati motivi, commetteva un autogol clamoroso sulla sua pagina on line: da un lato titolava” Cosa accade alle ragazzine genovesi?” dall’altro: “Francesca si toglie le mutandine in diretta al GF”, dando, di fatto, la risposta. Se diventa una notizia degna di essere pubblicata un esempio di volgarità e di totale mancanza di vergogna, se questo diventa il modello che i media offrono al pubblico, ossessivamente,  perché stupirsi se quella volgarità, quella totale assenza di pudore la ritroviamo nelle ragazzine?

Il cianciare degli psicologi sulla pornografia a buon mercato è solo flatulenza intellettuale. Le povere lolite del secondo millennio sono un prodotto della società in cui viviamo, di un sistema che trasforma in oggetto vendibile ogni cosa: merci, persone, sentimenti, pulsioni. Se l’unico valore su cui si misura il successo personale diventa il denaro, se la pubblicità e le copertine dei giornali sono un proliferare di corpi nudi, ammiccamenti, inviti sessuali, inviti alla sfrenatezza e al divertimento senza limiti e senza pensieri, quali frutti avvelenati ci si può aspettare?

Il discorso vale ovviamente per le vittime, non per gli adulti che le hanno comprate e che io, opinione personale, sottoporrei a castrazione chimica come i maniaci sessuali perché non abbiano più l’arroganza di pensare che col denaro si può comprare davvero tutto. Io non credo che si tratti di malati, di vittime del sistema, ma di pervertiti schifosi che vanno isolati dal contesto sociale.

La disgregazione della famiglia tradizionale, la reificazione da parte dei genitori che vedono i loro figli come “oggetti” da plasmare per ottenere le soddisfazioni e la realizzazione che è mancata loro o la totale indifferenza verso ragazzini che crescono in fretta fisicamente e danno l’illusione di una crescita mentale che non è altrettanto rapida, l’illusione che i figli raccontino tutto a casa, che ognuno goda di un rapporto speciale ed esclusivo col figlia/a adolescente tale da annullare quelle che sono le normali caratteristiche degli adolescenti, che mentono naturalmente e senza alcuna remora, l’iperprotezione ossessiva nei riguardi del sistema di potere (leggi la scuola) ma non nei riguardi del gruppo dei pari, dove nascono i guai, sono ovviamente fattori primari di questa caduta libera dei nostri ragazzi verso una amoralità assolutamente devastante. Ci vorrebbe una serie di articoli, non basterebbe uno, per parlare di come sta cambiando la famiglia italiana. 

“Voglio carne fresca” diceva al telefono uno degli adulti benestanti che abusavano di minorenni consenzienti nel quartiere di S. Martino a Genova, ancora una volta il partner da usare sessualmente è un oggetto,meglio se inesperto, meglio se da plasmare, torna Hubert Hubert con la sua perversione, il mostro che fa quello che pensa, solo che a questo punto non si può più parlare di casi isolati, ma di un degrado morale che ormai investe il nostro paese a tutti i livelli. In questo caso e in quello di Roma i mostri sono pilastri della società definiti “insospettabili”, come se gli altri, i poveri, gli emarginati, per il solo fatto di essere tali debbano possedere una sorta di patente di sospettabilità, una colpevolezza virtuale a priori.,

Non c’è da stupirsi quando si ascoltano queste storie, c’è da avere paura per i nostri figli, da sperare che non scivolino nel vortice del denaro facile, che non acquisiscano la convinzione che in fondo si può fare, basta staccare la mente, basta pensare ad altro mentre ti trasformi in oggetto e qualcuno che ti ha comprato/a ti usa.

Non c’è da stupirsi perché per anni ci hanno insegnato che tutto è lecito, tutto è possibile se possiamo comprarlo. Il vero crimine di Berlusconi, Brunetta e co. è questo: aver sdoganato l’ipocrisia come regola, facendo passare l’idea che nel proprio privato tutto è lecito se ce lo si può permettere.

Renzi potrà anche mantenere quello che dice (non lo farà), ma se questo paese non ricostituisce un tessuto etico, se non ritrova una propria linea morale, valori nuovi da cui ripartire, non ha speranza. E i primi a cadere saranno i nostri ragazzi.

Categorie:Attualità

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