Per quelli della mia generazione, nati quando la Resistenza non era ancora lontana nel tempo e l’antifascismo era materia che si insegnava a scuola nella pratica quotidiana, il 25 Aprile ha sempre assunto un significato di sacralità laica, è sempre stato il giorno del ricordo e del rispetto.

Ho accolto dunque con particolare sdegno e irritazione le parole del presidente della Repubblica pronunciate quest’anno.

Sia l’accenno alle spese militari che quello ai marò, sono stati, a mio parere, fuori luogo e blasfemi.

Parlare della necessità di acquistare strumenti di morte ( a caro prezzo) nel giorno in cui si ricordano quelli che a causa di altri strumenti di morte, meno sofisticati ma non meno letali, sono caduti per tutti noii, è un atto, per usare un eufemismo, inelegante, almeno quanto ricordare la sudditanza del nostro paese agli interessi degli Stati Uniti, quasi a rimarcare che la libertà e la democrazia pagate a caro prezzo, sono limitate.

Ricordare poi i due marò che, rammento, hanno assassinato due pescatori innocenti, seppure involontariamente, e appartengono al corpo militare più fascista, insieme ai parà, del nostro esercito, è stato un atto di retorica tanto inutile, quanto insultante.

Io non credo alla conciliazione, non credo che si possano superare le differenze tra un pensiero che vede la propria ragion d’essere nella sopraffazione degli uni sugli altri e un altro pensiero che la trova nell’internazionalismo e nella uguaglianza di ogni essere umano. La nostra Costituzione è tra le più alte al mondo perché concilia gli ideali più alti del socialismo e quelli della dottrina sociale della Chiesa in una sintesi mirabile dove non c’è posto per nessun fascismo.

La lega, con il suo razzismo e la sua xenofobia ottusa evacua, Berlusconi, con la corruzione eletta a sistema e la corruttela mafiosa, la destra tutta, con il suo anti sindacalismo, il livore contro la classe operaia, gli applausi ai poliziotti che prendono a manganellate i ragazzi che protestano, il latrocinio del bene pubblico come pratica comune, hanno indebolito e macchiato la nostra carta costituzionale, dimostrando una volta di più che un conciliazione è impossibile se non per una falsa sinistra come quella guidata da un arrivista senza etica come l’attuale presidente del consiglio.

La Costituzione è stata sistematicamente violentata e insultata da una politica che il 25 Aprile dovrebbe avere il buon gusto di tacere come avrebbe dovuto avere il buon gusto di tacere il Presidente della repubblica che già troppe volte ha usato la Costituzione in modo indegno.

In un paese normale, si chiederebbe a gran voce l’impeachment del capo dello stato, nel nostro, passa per un grande saggio e si applaude ogni ipocrisia, ogni bugia che esce dalla sua bocca, ulteriore segno di una decadenza morale e di una disonestà intellettuale che sembrano non avere più nessun freno.

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