A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Indegni di quella divisa


Ninì Cassarà, Boris Giuliano, la scorta di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la scorta di Aldo Moro, sono solo alcuni dei poliziotti morti per difendere lo stato, giovani uomini e donne che hanno sacrificato la vita in nome della democrazia e della libertà.

Andando col pensiero a questi eroi risulta ancora più doloroso leggere le notizie sull’applauso dei polizotti del Sap ai carnefici di Aldrovandi. Non si può liquidare la cosa come un atto di solidarietà, quella è stata una vera e propria presa di posizione, senza equivoci di sorta: non si può essere solidali con gente che ha pestato a morte un ragazzo di diciotto anni e per questo è stata condannata con sentenza definitiva da un tribunale dello stato.

E’ un’idea di polizia, quella degli iscritti al Sap, che spaventa, incompatibile con lo stato di diritto. E’ la stessa idea che giustifica la Diaz e i pestaggi agli studenti, una assurda pretesa di impunità che non può e non deve esistere in uno stato democratico. E’ un’idea fascista, e sul fascismo all’interno delle forze dell’ordine, sul razzismo dilagante, sull’idea di considerare certe categorie di persone, gli stranieri, i comunisti, gli studenti, i tossicodipendenti, come carne da macello, individui da schiacciare, bisognerà che prima o poi qualcuno si assuma la responsabilità di fare chiarezza.

La polizia non è una casta di eletti al di sopra del bene e del male che può arrogarsi il diritto di sospendere i diritti quando lo ritiene più opportuno. La polizia fornisce un servizio essenziale alla comunità e i suoi membri devono tenere un comportamento cristallino. Se voglio far rispettare le regole devo essere il primo a farlo e non posso permettermi variazioni sul tema. E’ un lavoro durissimo, che comporta abnegazione e sacrifici, proprio per questo non è lecito che poche mele marce, pochi esaltati che che pretendono di essere intoccabili, macchino il buon nome di una istituzione che tanto sangue ha versato per tutti noi.

I poliziotti che hanno applaudito i carnefici sono indegni della divisa che portano e andrebbero, quanto meno, severamente richiamati all’ordine dai propri dirigenti. Non basta la solidarietà di facciata di Renzi: è il presidente del consiglio? Convochi all’istante il ministro degli interni e il capo della polizia e decidano delle sanzioni per stigmatizzare quella invereconda sceneggiata, perché non si ripeta l’osceno spettacolo di uomini in divisa che applaudono chi ha dato la morte a un ragazzo.

Mi piacerebbe assistere a un altro applauso, quello della stragrande maggioranza dei poliziotti onesti, mi piacerebbe che incontrassero la mamma di Aldrovandi e le regalassero un applauso lungo,commosso, sincero, per far capire a lei e a tutti noi, che quelli di ieri non erano l’espressione di una maggioranza, ma solo uomini indegni di indossare quella divisa.

Categorie:Attualità

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