A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Quanto è lunga la coda (di paglia) di Renzi?


Se un vecchio rocker imbolsito e abbondantemente sputtanato dalla sua partecipazione a un talent show dove sembra una bambola di cera, con due frasi a cazzo lanciate dal palco di un concerto del Primo maggio che ormai sarebbe il caso di mandare in pensione data l’oscena qualità della musica proposta, riesce a far gridare di sdegno tutta l’intellighenzia renziana (intelligenza e renziano costituiscono ossimoro) attivando una macchina del fango contro il reprobo Pelù, mi chiedo quanto è lunga la coda di paglia del nostro presidente del consiglio?

E cosa significa che i “cantanti devono limitarsi a cantare” , come ha chiosato una delle Renzi girl, in un paese democratico dove la libertà d’opinione è (ancora) garantita dalla costituzione?

Forse Dylan, Joan Baez, Pete Seeger, non avrebbero dovuto marciare, cantare e gridare insieme a Martin Luther King?  I Simple Minds non avrebbero dovuto organizzare i concerti che mobilitarono l’opinione pubblica sulla prigionia di Nelson Mandela? Gli U2 non avrebbero dovuto ricordare l’oscena faccenda del debito dei paesi africani in ogni loro concerto? Da quando il rock è solo musica? Ma lo sa la signorina in questione che i nostri cantautori, negli anni 70, vennero processati sui palchi perché rei di non essere abbastanza fedeli alla linea rivoluzionaria? Conosce la signorina la storia della censura nel nostro paese? Conosce la forza, la potenza, la suggestione che esercita ancora su noi rottamati una canzone come El pueblo unido Jams sera vencido degli Inti illimani? La musica veicola messaggi, buoni e  cattivi, nobili e pessimi, ma è sempre, comunque, un atto politico. Il disertore di Boris Vian spiega meglio di tante parole cosa significa la guerra e cos’è il pacifismo, All Along  the watchtower di Dylan, spiega più di tanti libri il sessantotto, L’isola che non c’è, di Bennato, parla di una utopia che il nostro presidente non può capire. E Pelù non può parlare? Ma vaffanculo!

Personalmente ritengo che Pelù fosse un cantante mediocre già quando era all’apice, come Vasco, Ligabue e tutti i rocker nostrani, con l’eccezione della gloriosa Pfm, io sono sempre stato e resto un amante dei rocker veri, ma penso anche che abbia il sacrosanto diritto di esprimere le proprie opinioni, come per altro ha sempre fatto, davanti a una platea vastissima senza per questo incorrere nelle ire di questi nuovi politicucci con le faccine pulite, i sorrisi sgargianti, le testine vuote vuote, pronti a serrare le fila per difendere il lider maximo di sticazzi che gli ha regalato una poltroncina da cui continuare a sorridere felici e beati come teletubbies. Andate a leggere cosa scrive il leader dei Litfiba sul suo blog e capirete perché i renzianoidi hanno la coda di paglia.

A buon intenditor poche parole, diceva il buon senso popolare, se il buon giorno si vede dal mattino, se l’idea di democrazia del Fonzie dei poveri  è questa, ci aspettano tempi cupi (ma sorridenti).

Categorie:Attualità

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