A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Un malinconico vociare di nulla


Trovo che i vari interventi televisivi di Grillo e Renzi, che hanno fatto scorrere fiumi di parole sui nostri giornali, si siano risolti, in ultima analisi, in un vocio indistinto sul nulla.

Non una sola proposta sensata, un’idea di Europa diversa, un abbozzo di piano a lungo termine per trasformare quell’aborto che è l’unione europea della finanza in una unione europea dei popoli.

Grillo, assai disonestamente, consapevole di contare quanto il due di coppe con la briscola a spade in ambito europeo, lancia proclami che lui per primo sa essere assolutamente privi di realismo. Il referendum sull’euro, la cancellazione del fiscal compact, sono boutades, battute da avanspettacolo tanto più sgradevoli in quanto c’è assai poco da ridere.

Renzi, assai disonestamente, millanta risultati inesistenti, ci fracassa i maroni con gli ottanta euro in busta paga (inesistenti anche quelli), vaneggia di diktat all’Europa altrettanto impossibili a realizzarsi quanto i propositi del suo avversario.

Abbiamo così due istrioni, un navigato uomo di spettacolo e un giovane, arrogante narcisista, impegnati in un continuo, malinconico, desolante vociare sul nulla. A fare da contraltare, naturalmente, le sparate sempre più deliranti di un vecchio laido che non sa invecchiare e del suo clan di servi pronti a raccattare le briciole del potere che fu. Ma loro non contano più un cazzo. Per ora.

L’arroganza dei Grillini non regge al principio di realtà quanto quella del vituperato Renzi: se anche tutte le loro proposte fossero state approvate, la situazione economica e sociale del paese non sarebbe cambiata di un millimetro, esattamente come accade per le millantate riforme del loro avversario. Ci vuol altro che gli scontrini fiscali per cambiare questo paese. 

Gente intelligente come Di Maio, è abilissima, salvo querele, a vedere la pagliuzza negli occhi dell’avversario, meno a vedere la trave nei propri, per esempio l’ortodossia fanatica imposta dall’alto di un movimento nato da una legittima e spontanea rabbia che non è capace di guardare oltre. I grillini vanno oltre le ideologie, questo è vero: loro non sono militanti sono adepti, fedeli a un profeta cacolaliaco che cambia idea quasi ogni giorno dando l’impressione di essere coerente. Non esiste, a tutt’oggi, un programma del movimento cinque stelle che vada oltre le chiacchiere, i proclami gli insulti: parlo di un programma di riforme strutturali, non le quattro stupidaggini presentate alle elezioni.

Ancora più irritanti sono le Renzi girls, arroganti, gelide, asessuate, sprezzanti. Le pasionarie del logorroico toscano sono l’immagine iconica dei radical chic, i rivoluzionari col rolex che Tom Wolfe descrisse magistralmente negli anni 70. Ricche, viziate, in carriera, sono l’equivalente maschile del loro leader che voleva essere Obama ed è solo un personaggio di Crozza. Per quanto riguarda programmi e visioni, vale quanto detto per Grillo.

Ma il vero colpevole di questa situazione siamo noi, gli italiani, sempre pronti a votare il pagliaccio di turno, disposti a vendere l’anima al diavolo pur di vincere, in attesa di un nuovo Savonarola da bruciare al rogo, meschini, egoisti, rendicontisti, bugiardi esattamente come i politici vecchi e nuovi che ci rappresentano. Il macrocosmo è la riproduzione del microcosmo, quello che accade nei palazzi del potere succede ogni giorni negli uffici, nei luoghi di lavoro, nelle Università. Forse solo i ragazzi della scuola dell’obbligo sono ancora puri, odiano e amano seguendo il cuore e non la convenienza. Sono ancora la parte migliore di questo paese.

Questo triste vociare sul nulla è esattamente quello che ci meritiamo, è l’inevitabile risultato di quello che siamo diventati. Un popolo diviso, incapace di assumersi la responsabilità di scegliere, disposto a scegliere come capo il primo idiota che scarichi la responsabilità della situazione sugli altri, meglio se diversi e sfigati, piuttosto che seguire chi ci mette di fronte uno specchio. Un popolo, soprattutto, spaventosamente ignorante. Di rilancio culturale e quindi di scuola, fateci caso, non parla nessuno dei due contendenti. Il potere ama gli imbecilli e gli italiani, in questo senso, sono il popolo eletto.

Categorie:Attualità

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