A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La scuola del re travicello


Le prove Invalsi, svolte il diciannove giugno scorso in tutta Italia durante gli esami di terza media, sono un esempio lampante di come spesso, troppo spesso, la politica violi, quando si tratta di scuola, il dettato costituzionale.

Tali prove, oltre che inutili, sono infatti fortemente discriminanti verso categorie di alunni, come i Bes e i Dsa verso le quali lo Stato fa finta di prestare attenzione per poi ignorarle alla prova dei fatti.

La dislessia è un problema sempre più diffuso, comporta la necessità di trovare soluzioni diverse da quelle comuni per il problem solving e, se adeguatamente supportati, i ragazzi dislessici hanno carriere scolastiche normali e, spesso eccellenti. Il problema è che, se da un lato la legge prevede l’uso di strumenti compensativi e dispensativi, come ad esempio l’uso dei computer, dall’altro non fornisce le risorse per ottenerli. Ogni scuola dovrebbe avere un laboratorio linguistico attrezzato per i Dsa mentre, sempre più spesso, sono gli insegnanti che devono industriarsi per dare l’aiuto necessario a questi ragazzi. Gli insegnanti responsabili, che vivono questo mestiere seguendo un’etica, ce ne sono altri che semplicemente fanno finta che il problema non esista.

D’altra parte lo Stato sembra contento solo dello spreco di carta che comporta la stesura di programmi personalizzati se è vero che, per quanto riguarda l’Invalsi, tutto quello che viene concesso ai Dsa è un pò di tempo in più per svolgere la prova.

Non ci vuole un genio per capire che un alunno che ha difficoltà di letto-scrittura verrà fortemente penalizzato da una prova a tempo che serve a verificare le capacità di letto scrittura negli alunni normo dotati. Infatti, alle prove Invalsi, spesso questi ragazzi ottengono risultati insoddisfacenti, non per colpa loro ma per la totale incompetenza dei legislatori.

Quanto ai Bes, categoria inserita recentemente, si tratta di tutti quei ragazzi,ipercinetici, problematici, ecc., a cui lo Stato riconosce il diritto di avere una programmazione personalizzata, non riconosce il diritto di avere un adeguato sostegno e non dà neanche il tempo supplementare che hanno a disposizione i Dsa per le prove Invalsi. I risultati potete immaginarli.

E’ un esempio di quella scuola del Mulino Bianco che i legislatori italiani hanno in testa: istituti organizzati dove i ragazzi si recano festanti dopo un’abbondante colazione iper calorica, accompagnati da genitori amorevoli e sorridenti. Un incubo che, fortunatamente per certi versi e sfortunatamente per altri, non corrisponde minimamente alla realtà.

Ritengo dunque che l’Invalsi, di fatto, violi il diritto alle pari opportunità e allo studio di una parte consistente di alunni delle scuole italiane e aggiungo che, qualora come si vocifera si volesse inserire una serie di premialità meritocratiche anche nella scuola dell’obbligo, si violerebbe il diritto allo studio di tutti gli alunni, alterando e deformando il dettato costituzionale.

La nostra Costituzione non prevede una scuola dei migliori, quella era presente nella riforma Gentile, era la scuola fascista. La nostra Costituzione prevede una scuola per tutti e di tutti, che garantisca pari opportunità di crescita e formazione secondo le competenze di ogni alunno e indipendentemente dalle condizioni socio economiche di partenza. Qualsiasi meccanismo che privilegi gli uni sugli altri risulterebbe discriminante e anti costituzionale.

Il nostro paese sta attraversando un momento difficile. Il re travicello sta lentamente preparando una svolta autoritaria, va in questo senso la campagna stampa contro il bicameralismo, considerato, sulla base di dati falsi e tendenziosi, l’origine di tutti i mali italiani. Qualsiasi governo autoritario, in qualsiasi stato del mondo, gradisce una scuola per pochi, non meritocratica ma elitaria, dove i gradi più alti siano riservati ai rampolli della classe dirigente. e ritengo che in questo senso si muoverà il governo.

Le recenti, deliranti dichiarazioni del ministro riguardo le ferie degli insegnanti, dimostrano che la campagna stampa per delegittimare gli insegnanti e poter continuare indisturbati la campagna di distruzione della scuola dell’obbligo è già cominciata. Credo che a breve avremo i primi provvedimenti e ritengo che le famiglie, come accade purtroppo molto spesso, non fiateranno di fronte all’ennesima picconata al diritto allo studio mentre le proteste degli insegnanti verranno passate dalla stampa come tentativi di difesa della casta, anche se in questo caso si tratta di una casta di paria.

Chiunque abbia a cuore il futuro dei propri figli e di questo paese, dovrebbe opporsi con forza a qualsiasi tentativo di fare della scuola pubblica un’area di competizione dove vanno avanti i più forti e i più deboli soccombono. Non ho grandi speranze in proposito, questo esecutivo si è dimostrato abilissimo solo in una cosa: gettare fumo negli occhi.

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. ottima (ahimé) sintesi dello stato attuale della scuola ita(g)liana

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