A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Un vuoto discorso sul nulla


Da quando sono saliti al governo, Matteo Renzi e la sua boy band millantano un’attività frenetica che non trova alcun riscontro nella realtà. Basta guardare per cinque minuti qualsiasi talk show per vedere una rampante giovane donna di bell’aspetto o un fighetto che sembra uno yuppie degli anni ottanta che ha fatto un viaggio nel tempo, affermare con sicumera che nessun governo ha mai fatto tanto. A far da cassa di risonanza a queste affermazioni, una stampa nazionale mai tanto prona, suddita del potere e priva di qualsivoglia senso critico.

Dall’altra parte c’è Grillo e poco altro. Il leader dei Cinque stelle, dopo la batosta auto inflittasi alle ultime elezioni, con una coerenza degna del miglior Berlusconi, da un lato stringe la mano ai fascisti xenofobi inglesi, dall’altra manda il suo uomo più intelligente e capace, Di Maio, a trattare con Renzi. Ne viene fuori un minuetto, un elegante pas de deux che non porta alcun risultato concreto ma permette a Renzi di far irritare una destra ormai a pezzi e a Grillo di meditare sul da farsi. Se Grillo volesse fare una mossa davvero vincente, dovrebbe togliersi dai piedi lasciando il Movimento nelle mani di chi, come Di Maio, ha idee, faccia da culo e capacità politiche di buon livello.

La realtà, l’unica realtà, è che questo governo si caratterizza per un immobilismo senza precedenti e quando agisce lo fa in modo confuso, disordinato, dilettantistico.

Accade così che la strombazzata riforma del Senato sia, di fatto, una legittimazione del clientelismo, che la riforma della P.A non riformi nulla riguardo il rapporto con i cittadini e inserisca nebulosi criteri di flessibilità tra i lavoratori, che la riforma della giustizia non esista ma sia solo un cumulo di buone intenzioni, che non ci sia nessun provvedimento per combattere la disoccupazione, favorire la ripresa economica, combattere la criminalità organizzata.

Parliamoci chiaro: se Berlusconi fosse stato al posto di Renzi a quest’ora verrebbe quotidianamente crocifisso da tutti i media italiani. E questo è un dato molto più preoccupante di quanto possa sembrare: la gente non ha coscienza di quello che sta facendo in realtà il piccolo principe.

Abolendo il Senato, svuotandolo del suo potere di controllo, Renzi attua una svolta autoritaria senza precedenti nel nostro paese, svolta confermata dal mantra che lui e i suoi aficionados ripetono ossessivamente: chi vince deve governare senza impedimenti. Tale frase, se analizzata attentamente, contrasta con quella che comunemente chiamiamo democrazia. La democrazia prevede,per sua natura, “impedimenti” al potere proprio per evitare che diventi incontrollato, incontrollabile e autoritario. Perché intellettuali e giornalisti sbeffeggiavano Berlusconi quando diceva che le norme non gli permettevano di lavorare e invece lodano Renzi quando afferma la stessa cosa? Perché nessuno dice chiaramente al nostro re travicello che in questo paese basterebbe far rispettare le leggi perché tutto, come per magia, riprenda a funzionare? Perché nessuno si cura di valutare la congruenza dei proclami con la realtà dei provvedimenti?

Stiamo assistendo a una quotidiana, ossessiva alterazione della realtà a cui nessuno si oppone. Il recente vertice del piccolo principe con la Merkel ha avuto come risultato un nulla di fatto: i vincoli europei restano immutati, sarà necessaria a Settembre una nuova manovra, eppure gli scherani di partito e la stampa lo fanno passare come un successo personale. Nel paese serpeggia tra la gente un entusiasmo del tutto ingiustificato: si danno ottanta euro in busta paga e poi si aumenta la tassa sulla spazzatura restituendole al donatore, la disoccupazione aumenta, i posti di lavoro si perdono ogni giorno e ogni giorno assistiamo a una piccola diminuzione dello stato sociale eppure la gente sembra avere una immotivata fiducia nelle capacità taumaturgiche di questo giovanotto arrogante e logorroico, che su tutto pontifica più o meno a vanvera, più o meno inutilmente.

E’ una deriva preoccupante, che si consuma nell’indifferenza generale e che, invece di risolvere i problemi del paese, ne aggiungerà di nuovi, fino a quando il rottamatore non si renderà conto di aver esaurito le parole del suo vuoto discorso sul nulla.

Categorie:Attualità

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