A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’insostenibile fascismo della nuova sinistra


Ho spesso scritto in questo spazio che il danno principale fatto da Berlusconi al paese è stato di sdoganare il fascismo, rendere socialmente accettabile il razzismo leghista e azzerare il fondamento etico della nostra società.

Renzi sta facendo di peggio. E’ impossibile, assistendo alle performances dei suoi soldatini in un qualsiasi talk show televisivo (personalmente tollero solo la Gruber) non pensare a Orwell e a quella neo lingua che fa da sfondo a 1984, un romanzo che tutti ma davvero tutti dovrebbero tornare a leggere.

La neo lingua permette di affermare tutto e il contrario di tutto, di cambiare il volto del nemico dall’oggi al domani, di alterare la realtà in funzione del potere. Esperti redattori cancellano le parole giudicate “politicamente inaccettabili”  e ne inventano di nuove. La neo lingua è’ fatta di slogan, da sempre lo strumento di ogni regime totalitario. Se poi si vuole andare un po’ più a fondo, consiglio per l’ennesima volta un libro folgorante: LTI, la lingua del terzo reich, di Victor Klemperer. Klemperer era un docente di filologia ebreo che, vittima delle leggi razziali, viene esonerato dal suo ruolo e costretto a vivere da clandestino. Durante la clandestinità annota dettagliatamente come Hitler e Goering riescano ad alterare l’uso della lingua, impoverendola, riducendola a strumento di potere, alterando il significato delle parole.

E’ esattamente quello che sta succedendo nel nostro paese da decenni, prima con Berlusconi e adesso con Renzi.  Messaggi iterativi, ossessivi, disprezzo per chi dissente, ironia greve e volgare, primato di una presunta prassi su una inesistente teoria. In poche parole, fascismo.

Ma il fascismo di questa nuova sinistra si esplica soprattutto nella sua ideologia e nella suo nuova interpretazione del concetto di lotta di classe. Più opportuno sarebbe, oggi, parlare di “lotta tra le classi”.

Applicando inconsapevolmente la categoria del capro espiatorio di René Girard, inconsapevolmente perché dubito fortemente che il premier sappia chi è Girard, Renzi sta aizzando, ai suoi fini, un odio interclassista che in un paese dove il razzismo è vivo più che mai, potrebbe portare a esiti catastrofici.

Gli strali sui magistrati che fanno tre mesi di ferie o sugli impiegati statali che sono privilegiati perché hanno un lavoro fisso, distolgono l’ attenzione dai problemi reali, i ladri, la corruzione e la devastazione del welfare e li spostano sulle categorie, facendo di tutt’erba un fascio e utilizzando i luoghi comuni più abusati. Lo stesso disprezzo per i sindacati, ignorati e beffeggiati, accusati di immobilismo, con qualche ragione e molte strumentalizzazioni, è un modo per continuare a rimandare i provvedimenti sul lavoro.

In un paese dove la morte di un ragazzo per l’errore di un poliziotto dà la stura ad una pletora di considerazioni razziste sui napoletani nei social network, il gioco è fin troppo facile, e la gente abbocca, concedendo ad un individuo che non ha mantenuto una delle promesse fatte, che ha tradito più volte le sue stesse parole, che si è alleato con il personaggio più inquinato e inquinante della politica italiana degli ultimi trent’anni, un consenso inspiegabile.

Al panem et circensem ci siamo arrivati con gli ottanta euro, ora siamo al divide et impera.

Questo piccolo principe, bene attento a non toccare i poteri forti, egocentrico, narcisista e vuoto, sta continuando col suo fascismo neanche tanto mascherato, quel processo di incenerimento dei valori morali ed etici del paese che era già arrivato a buon punto con Berlusconi.

La cosa grave è che lo sta facendo con il consenso di quasi tutti.

Categorie:Attualità

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