A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Rialzate la testa


Mentre continuiamo a piangere ormai quasi ogni giorni morti sul luogo di lavoro, ma si sa, la sicurezza è un ostacolo alla produttività, mentre la Cassazione pronuncia una sentenza vergognosa che mitiga la pena per stupro, mentre un sindaco viene sospeso per un sentenza palesemente immotivata e priva di logica e tutta l’intellighenzia di sinistra plaude al tramonto dei giustizialisti, il presidente del consiglio ride, scherza e trova un comune sentire con il capo della Fiat, quel Marchionne che licenzia, delocalizza, amministra la Fiat come un odioso despota e non paga un soldo di tasse in Italia perché ha doppia cittadinanza estera ( ma questo è il minore dei mali che fa).

Non c’è da stupirsi dal momento che il piccolo principe ha trovato un comune sentire anche con Berlusconi, con Sacconi, con Ichino, e compagnia bella (si fa per dire).A volte ho l’impressione che il piccolo principe sia una gigantesca mosca e si sa da cosa sono attirate le mosche…

L’attacco di De Bortoli sul Corriere e quello, più blando, d Scalfari oggi su Repubblica, sono un segnale che Renzi sta cominciando a esagerare e che una certa borghesia padrona comincia a essere insofferente ai suoi proclami vuoti, ai suoi attacchi contro tutto e contro tutti, al suo girare intorno restando sempre fermo allo stesso punto. Una certa borghesia, notate bene.

Ma dov’è la rabbia della base del Pd?. Chi scrive ha sempre votato comunista nelle varie incarnazioni che il partito ha assunto, fino a quando, dopo un comizio di Veltroni alla festa dell’Unità, ha deciso di non avere più l’età per entrare negli scout e ha deciso di restare a sinistra, ma non in quella sinistra che si andava configurando.

Faccio parte di una generazione che è cresciuta con le ideologie e le ha viste crollare, che è cresciuta con dei grandi sogni e li ha visti svanire, una generazione politicizzata e critica che ha sempre ritenuto un atto di coerenza mettere in pratica i valori con cui si era formata, la solidarietà, il rigore, il rispetto della diversità, ecc. quotidianamente, nel proprio lavoro, nella propria vita. Ci sentivamo nel giusto e facevamo uno sforzo costante per essere migliori, non per prevaricare gli altri, ma per dare l’esempio. Abbiamo fallito ma è stato un fallimento nobile, dettato dalla troppa fiducia nel prossimo e da un pizzico di eccesso di fiducia in noi stessi.

Credo che molti, nella base del Pd, siano passati attraverso le stesse esperienze e non posso pensare che abbiano perso anche la rabbia. Perché non protestano? Perché non gridano a gran voce che il partito non può essere guidato da un servo dei padroni? Perché non chiedono le dimissioni di questo oligarca dei miei stivali che non ha un’idea, un sogno, una visione che vada oltre la soddisfazione del proprio ego smisurato?

Ma davvero avete smesso di sognare fino a questo punto? Davvero dopo tanti anni di lotte quello che vi rimane è questo corvo Rockfeller e le sue girls, davvero la sinistra è ridotta a questo?

Quanto fiele deve ancora ingoiare la base prima di cominciare a sputarlo? La delegittimazione del sindacato, la negazione di una storia di lotta per i diritti civili che ha avuto i suoi morti  (Portella delle ginestre, le bombe di Brescia, Guido Rossa e potrei andare avanti a lungo), che è costata sacrifici a milioni di lavoratori che chiedevano di veder riconosciuta la propria dignità, non è sufficiente a farvi incazzare? Non basta a farvi venire la nausea?

Le risate e le pacche sulle spalle con il simbolo dell’anti sindacalismo e dell’arroganza dei padroni, col più reazionario, falso  e opportunista esponente della grande industria italiana, non è sufficiente a farvi dire basta?

Davvero la sinistra, questa sinistra, ha smesso di cercare un mondo più equo, più giusto, più solidale accontentandosi della gratificazione misera di un potere virtuale, apparente e privo di sostanza?

Per quanto ancora i militanti che ci credevano, quelli con i calli alle mani, riusciranno a sopportare questo sepolcro imbiancato che va a letto con il nemico, mente sistematicamente e su tutto, disprezza chi la pensa in modo diverso e propone soluzioni peggiori del male?

Non venitemi a dire, vi prego, che il momento è difficile e bisogna avere pazienza: respiriamo merda da vent’anni,il rischio è l’assuefazione. Non venitemi a dire che l’Europa vuole questo, perché non è vero ma, soprattutto, non venitemi a dire che bisogna lasciarlo lavorare, perché il troppo è troppo!

Qualcuno potrebbe accusare chi, come me e tante altre persone fortunatamente più autorevoli e dotte di me, porta avanti un discorso critico sul sistema e sugli interpreti che si avvicendano sul palco del potere, di non proporre soluzioni alternative, di avanzare soltanto critiche sterili che lasciano il tempo che trovano.

Beh,  noi abbiamo il diritto di criticare,e di fare le pulci ai potenti, di fare quello che dovrebbe fare la stampa ufficiale, essere i cani da guardia del potere, di lamentarci e di inveire, noi ce lo siamo guadagnati con la nostra onestà, con il lavoro quotidiano, con la coerenza, ma soprattutto, ci siamo guadagnati questo diritto perché noi credevamo nelle nostre idee e non le abbiamo sfruttate per arricchirci, fare carriera o trovare nicchie comode in cui sistemarci.

Ho già citato la pratica del “lavoro ben fatto” di Havel e la sua portata rivoluzionaria:  questo paese non ha bisogno di rivoluzioni per ripartire, casomai l’esatto contrario: ha bisogno di ritrovare sé stesso e le proprie radici. Io faccio un appello al popolo della sinistra, alla base, agli operai con cui andavo in corteo da studente, a quelli che nel 2001 hanno marciato per Genova chiedendo un futuro migliore e un sistema diverso e hanno toccato con mano la violenza brutale e criminale del potere: scendete in piazza, partecipate, non per chiedere la luna ma per chiedere il rispetto della Costituzione, per chiedere alla politica di affrontare i problemi reali del paese, per pretendere rispetto. Incazzatevi cazzo, non è ancora vietato!

Se i nostri diritti non li impugniamo ogni giorno, se ogni giorno non siamo disposti a sacrificare tempo ed energie perché siano qualcosa di più concreto che parole scritte su un foglio di carta, li perderemo uno ad uno. Come il diritto di una donna violentata a veder punito il suo stupratore, come il diritto di un operaio licenziato ingiustamente a vedersi reintegrato, come il diritto di uno studente di Scampia a ricevere la stessa istruzione pubblica di uno studente di Milano, come il diritto…

Categorie:Attualità

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