A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Impunità criminale


Il miserabile commento del Sap sulla sentenza del caso Cucchi, sintetizza con arrogante icasticità un dato di fatto: esiste, ed è inutile negarlo, una sostanziale impunità per gli atti criminali, non importa di qualsivoglia gravità, commessi da esponenti delle forze dell’ordine.

Il rispetto della legge da parte di tutte le parti in causa è il fondamento del contratto sociale, la base di ogni democrazia: nel momento in cui il cittadino percepisce disparità nell’applicazione della legge, comincia a provare sfiducia nei confronti di quelle istituzioni che dovrebbero proteggerlo e si apre un tunnel che porta a una terra di nessuno, un ritorno a quella barbarie primigenia che aveva reso necessario, appunto, il contratto sociale.

Se affamare un ragazzo per sei giorni e pestarlo a sangue fino a farlo morire è lecito e degno d’impunità, se torturare dei ragazzi che manifestavano per un mondo diverso è lecito e degno d’impunità, se picchiare gli operai che manifestano per la propria sopravvivenza è lecito e degno di impunità, e tutti gli altri se… che ognuno di noi conosce benissimo, allora lo stato di diritto, in questo paese, non esiste più né esiste più la democrazia, perché le sue fondamenta sono crollate.

Mi rivolgo ai poliziotti onesti, a quelli che si vergognano di atti miserabili e sentenze miserabili: non è più tempo di tacere. Siete la maggioranza, persone oneste che ogni giorno rischiano la vita per un’idea di Stato che viene vanificata da assassini e picchiatori che indossano la vostra stessa divisa. Non potete più tacere, voltarvi dall’altra parte, fare finta di non vedere in nome di un assurdo e anacronistico spirito di corpo: fatevi sentire, voi non siete il Sap, non siete quelli che al processo hanno alzato il dito medio contro la famiglia Cucchi, non siete quelli che obbediscono ottusamente a un ordine idiota, come un automa privo di raziocinio, e pestate un operaio: fate sentire la vostra voce, richiedete con forza una riforma della polizia che parta dal reclutamento, che preveda sistematici e seri controlli psicologici di chi va in strada, che inserisca un severo codice etico. Richiedete a gran voce che quella giustizia che ogni giorno rappresentate e difendete a vostro rischio e pericolo, venga rispettata e non stuprata dagli atti spregevoli di una minoranza indegna di indossare la vostra divisa.

Voi che non siete razzisti e trattate gli extracomunitari con il rispetto che si deve a ogni cittadino, che non  considerate i drogati  la feccia della società ma ragazzi che hanno perso la strada, che non dimenticate di avere una coscienza e un cuore mentre svolgete il vostro necessario lavoro, che non inneggiate al duce e non vi congratulate quando un ragazzo muore durante una manifestazione,voi che siete poliziotti veri, adesso non potete più tirarvi indietro, o diventerete complici silenziosi della fine della democrazia.

Categorie:Attualità

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