A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Un re vuoto


Renzi ha affermato oggi che qualcuno vuole dividere il paese sul tema del lavoro, mettere gli operai contro gli industriali. O il ragazzo è un po’ tardo o gli sono sfuggiti gli ultimi due secoli di storia, contraddistinti dallo scontro tra capitalisti e proletariato.

Dell’insipienza politica del piccolo principe si sa, del suo considerare soltanto il presente dimenticandosi del passato, come fanno gli adolescenti, anche, ma c’è un limite anche alle corbellerie che è lecito ascoltare da chi dovrebbe decidere delle sorti del paese.

Comprendo che debba mascherare in qualche modo l’inconsistenza del job act, una dichiarazione d’intenti che, come il piano sulla buona scuola, sembra redatta da un gruppo di idioti che hanno fumato erba cattiva. Capisco anche che non voglia inimicarsi quella borghesia di parvenue, tipo Farinetti, reazionaria, ottusa e fascistoide da cui lui proviene; comprendo che ormai, la sfida tra lui e Grillo, il suo principale avversario, si gioca su chi riuscirà a sfilare più voti alla destra berlusconiana, tuttavia un minimo di decoro, un’astensione dall’offendere costantemente l’intelligenza, sarebbero opportuni.

Il bello è che i giornalisti nel talk show disquisiscono sulle capacità comunicative di questo arrogante democristiano mancato quando non fa altro che dire una stronzata dopo l’altra, per altro usando un italiano discutibile. Certo, le spara con disinvoltura, ma sempre di sciocchezze si tratta, quando non di bugie vere e proprie.

A Renzi non importa nulla del proletariato, per lui contano i voti di quella media e alta imprenditoria che decide le sorti del paese. Più la piazza incattivisce, più lo scontro si alza, più si fa il suo gioco, i bravi borghesi si spaventano e voteranno, come sempre, la sicurezza, la cara vecchia Dc ammantata con il nome di quello che un tempo fu il suo peggior nemico. Landini e la Camusso, in questo momento, sono i suoi alleati più preziosi.

A Renzi non importa nulla se qualche ragazzo viene pestato a sangue in carcere e i carnefici non vengono condannati, né se qualche operaio deve ricorrere alle cure ospedaliere per aver manifestato contro il suo licenziamento, né se la mafia governa metà paese: a Renzi importa solo di Renzi. 

La sua politica è priva di valori fondanti, di ideologie, di idee, i suoi collaboratori sono poco più che comparse, casse di risonanza dei suoi spropositi, etica per lui è un termine da rottamare. Mafia, ingiustizia, corruzione, un ronzio di fondo che lo infastidisce ma non lo preoccupa.

Renzi è l’anti politico per eccellenza, il demagogo perfetto, pura immagine priva di sostanza. Non un re nudo, piuttosto un re vuoto.

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. non credo sia tardo, e neppure che si sia scordato della storia! Io penso che renzi sia in malafede e che, al di là di slogan generici e di annunci mai consolidati, non abbia il coraggio di dire chiaramente cosa vuole fare di questo nostro Paese e paura di sottoporsi al giudizio della gente per bene

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