A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il valore commerciale della morte di un bambino


stragepakistan

L’informazione ha regole tutte sue basate ormai su cinici calcoli d’interesse; dare o non dare spazio a una notizia, per quanto drammatica possa essere, dipende esclusivamente dalla quantità di copie che quella notizia fa vendere. In questo quadro il ruolo del giornalista diventa sempre più simile a quello di un venditore di parole, abdicando da quello di informatore.

Ecco che la morte tragica, straziante, inaccettabile di un bambino in un piccolo paese siciliano occupa le prime pagine per giorni, mentre la morte tragica, straziante, inaccettabile di 124 bambini in Pakistan le occupa per un giorno solo.

Con gusto necrofilo i giornali continuano da giorni ad accanirsi su una tragedia privata mentre una tragedia globale che riguarda tutti noi, l’Occidente ha enormi responsabilità riguardo il terrorismo talebano non ultima quella di averlo armato, invece di diventare argomento di approfondimento e riflessione, invece di diventare informazione, viene rapidamente dimenticata.

Questo perché la morte di un bambino italiano vale più, dal punto di vista delle vendite, della morte di centinaia di bambini stranieri. Percepiamo la prima come un dramma, la seconda come qualcosa di ineluttabile che essendo lontana da noi, non ci riguarda.

Trovo che tutto questo sia ignobile e disumano.

Categorie:Attualità

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