A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

In difesa degli statali? No, contro la propaganda di regime


Dopo aver terminato  il 2014 con l’ipocrita e vuoto discorso del presidente della repubblica, il nuovo anno comincia con l’ennesimo attacco agli statali. Premetto, per correttezza di informazione, che la categoria ha il contratto bloccato da sei anni, situazione di illegalità senza precedenti in Europa, tanto che si attende a breve una sentenza della corte Europea. Ricordo anche che, nei vari settori, gli statali hanno pagato più di tutte le altre categorie i tagli dei governi precedenti.

Quello che hanno fatto i vigli a Roma è imperdonabile è indifendibile, sia dal punto di vista personale che sindacale, ma altrettanto imperdonabile e indifendibile è’ l’ipocrisia del più meschino presidente del consiglio degli ultimi anni e delle sue sempre più insopportabili starlettes, che hanno colto la palla al balzo per proporre nuove vessazioni alla categoria.

Ricordo alla banda di balordi che ci governa due cose;

1) Sono statali anche loro, quindi la licenziabilità andrebbe applicata anche a loro, ai pregiudicati in parlamento, al pregiudicato principale alleato di governo e compagnia cantante. Come si licenzia un governo? Votando, atto che l’ineffabile presidente della repubblica ci nega da anni. Dov’è la nuova legge elettorale? Perché il piccolo principe non conferma il suo presunto consenso mandandoci alle urne?

2) I vigili sono sì statali ma appartengono alle forze dell’ordine. Per l’ennesima volta il governo si rifiuta di varare una riforma delle forze dell’ordine ormai improrogabile, negando l’evidenza e approfittando dell’occasione per tornare a succhiare il sangue da una categoria ormai anemica. Va introdotto il reato di tortura, va introdotta una mobilità controllata che permetta di evitare corruzioni e clientelismi, centri di potere e cattive abitudini, va soprattutto riformato il sistema di selezione e vanno licenziati in tronco i violenti e i corrotti. Come non sopporterei di lavorare al fianco di un collega pedofilo, così non voglio andare in manifestazione guardato a vista da un polizotto violento o prendere una multa da un vigile che prende le mazzette.

3) Al ministrucolo che ha affermato che gli statali devono avere la stessa efficienza del privato, ricordo che il privato in Italia fa schifo, che abbiamo la peggiore imprenditoria del mondo occidentale, che se dovessi assicurare la stessa efficienza del privato nel mio lavoro quotidiano, potrei tranquillamente entrare in classe e leggermi il giornale.

4) Questo governo ha fatto una finta e vuota riforma sui reati ambientali, che invece di combatterli li agevola, ha annunciato una r4iforma altrettanto inutile sulla corruzione, che invece di aumentare le condanne di fatto le mitiga, ha annunciato una riforma sul lavoro non richiesta che liberalizza i licenziamenti. Io direi che il rendimento dell’esecutivo e molto sotto la sufficienza. Quindi, si parva licet componere magnis, sarebbe giusto che portino via  i coglioni.

Per concludere, un accenno a Repubblica, che fu un grande giornale ed è diventato la grancassa del liberismo reazionario, scegliendo per altro un paladino ben misero, come il piccolo principe. Che i giornalisti italiani siano in media di una ignoranza spaventosa, che non sappiano quasi mai di cosa parlano, che violentino la grammatica e la sintassi senza pudore, è cosa nota, ma un tale servilismo, una tale accondiscendenza alla menzogna reiterata, una tale assenza di pudore nel chinarsi e baciare il culo al potere, lascia sconcertati.

Buon anno ai miei trentacinque lettori.

Categorie:Attualità

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