A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il sospetto


Mi sono stupito, guardando di sfuggita pochi minuti di vari talk show dedicati alla tragedia di Parigi, tra cui il vomitevole Vespa, del fatto che a nessuno degli illustri e competenti ospiti intervenuti, pieni di sicurezze e ricette per la risoluzione del problema terrorismo, siano pervenuti alla mente alcuni sospetti:

1) Forse non viviamo nella migliore società possibile ma siamo immersi in un sistema che prospera sulla disuguaglianza e per assicurare il benessere di pochi causa la miseria di molti.

2) Forse massacrare in questi anni uomini, donne e bambini su falsi presupposti (le armi di distruzione di massa, portare la democrazia, ecc.) e vere motivazioni (il petrolio) per altro non mantenendo nessuna delle promesse fatte alle popolazioni devastate, ha generato un humus di rabbia ed esasperazione su cui ha trovato terreno facile la mala pianta del terrorismo.

3) Forse gli Stati Uniti non hanno avuto una buona idea ad armare e addestrare i Talebani, Bin Laden e l’IIs.

4) Forse l’apertura a Cuba di Obama e i suoi tentativi di risolvere la questione medio-orientale non piacciono alla lobbies dei produttori di armi americani, lobbie che già in passato è stata in grado di spingere il paese alla guerra.

5) Forse la volontà di riconoscere la Palestina come stato sovrano da parte della Francia non piace a Israele e agli Stati Uniti.

6) Forse accogliere i profughi e lasciarli per mesi in centri di prima accoglienza simili a lager, trattandoli come animali, ha contribuito a generare la rabbia di cui sopra.

7) Forse, se i francesi invece di svoltare a destra prima con Sarkozy e adesso con la destra neofascista della Le Pen avessero raccolto il messaggio arrivato dalle banlieues e cercato di capire i motivi di quella rabbia improvvisa e violenta, si sarebbe potuta evitare la tragedia.

8) Forse non era il caso di fare un montaggio indegno sulle parole indegne di Oriana Fallaci, sottintendendo che aveva ragione a vomitare quella sequela di banalità razziste, o quanto meno, si poteva, dopo, fare un montaggio dignitoso sulla risposta di Tiziano Terzani.

9) Forse non era il caso di invitare sempre Ferrara e Salvini ma di sentire anche l’opinione di qualcuno che tiene alla dignità, come Gino Strada.

10) Forse questo modo di fare televisione e giornalismo è l’ennesimo insulto a quella libertà di stampa che era sulla bocca di tutti l’altro ieri.

Forse…

Categorie:Attualità

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