A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Considerazioni di un credente


Io sono un credente che sostiene la laicità dello stato e considera la libertà un valore irrinunciabile e troppo spesso messo in pericolo da quelli che dichiarano di volerla tutelare.

Sono un cattolico che studia e guarda con interesse ad altre religioni e manifestazioni di spiritualità; sono molto interessato al buddismo, pratico la meditazione, sono affascinato dalle manifestazioni artistiche legate a tutte le fedi.

Spesso, anche in questo spazio, sono stato fortemente critico verso determinate prese di posizione di alcuni esponenti della Chiesa e chi mi conosce sa che sono un oppositore di tutti i fondamentalismi, religiosi o laici che siano.

Tra parentesi, sono di sinistra, anzi per i tempi che corrono, di estrema sinistra e non trovo nulla di inconciliabile tra la mia fede politica e quella religiosa.

Proprio per queste mie idee, trovo che pubblicare le vignette anti Islam di Charlie in tutta Europa, non sia una manifestazione della libertà di espressione ma una provocazione piuttosto cretina e inopportuna in un momento come questo.

Argomento la mia posizione, certamente impopolare:

1) Molte di quelle vignette sono, oggettivamente, brutte, volgari, blasfeme e francamente razziste. Ma, soprattutto, sono inutili. Non vedo lo scopo di beffeggiare qualcosa in cui non si crede e che, probabilmente, non si comprende né ci si sforza di comprendere. Conosco atei molto più rispettosi della religione di certi credenti.

2) Dai tempi di Marziale la satira è cattiva, volgare, spietata. Certo, ma rileggetevi Marziale, io l’ho fatto in questi giorni: i suoi epigrammi, capolavori di perfidia, eleganza e poesia, sono sempre e comunque indirizzati a deridere vizi e comportamenti di uomini e donne con nome e cognome. E’ facile sparare nel mucchio, più difficile e rischiosa è’ l’arte del cecchino, ovviamente metaforicamente parlando.

3) E’ evidente che se qualcosa mi disturba, non la guardo, non la acquisto e magari scrivo due righe di protesta al direttore del giornale. Questo per mettere a tacere chi pensa che io stia difendendo i criminali che hanno commesso la strage di Parigi, perché qualche cretino che ti mette in bocca parole che non hai mai pronunciato lo trovi sempre.

4) Beffeggiare la religione in nome di una libertà di espressione e di stampa che cessa di essere tale e diventa semplicemente libertà di offendere quando urta la sensibilità di milioni di persone, è un’abitudine tutta europea, francese in particolare. Nei paesi anglosassoni, che universalmente ci vengono presentati come modelli di libertà (io non credo che siano tali ma questo è un altro discorso), la satira religiosa è molto cauta, diretta verso le persone e non verso le credenze.

5) Noi ragioniamo in modo eurocentrico, materialistico:abituati a una società dove la corruzione è un’abitudine e la mercificazione di persone e cose è un costume consolidato, tendiamo a dimenticare che esiste anche l’altra parte del mondo, una parte del mondo consistente e numericamente più rilevante di noi, dove la religione è una cosa seria, rappresenta un rifugio e una speranza per miliardi di individui che non hanno la nostra possibilità di discettare ironicamente di laicità, pregiudizi e superstizione, che non twittano e non promuovono campagne su Facebook. Dato che la nostra ricchezza, le cose che abbiamo in casa, i gadget tanto carini e indispensabili, nascono spesso dal lavoro e dalla miseria di quelle persone, dato che il liberalismo presuppone che quelle persone restino in miseria per garantirci il benessere, forse avere verso di loro un po’ di rispetto e non vederci sempre come le persone più evolute e spiritose del pianeta sarebbe un atto di grande civiltà, civiltà che rivendichiamo ma non applichiamo.

6) In questi giorni siamo stati sommersi da un mare di ipocrisia. La verità è che contano solo i “nostri” morti, quelli che vestono, parlano, vivono come noi. Chi se ne fotte se in Nigeria i fondamentalisti massacrano duemila persone o fanno saltare in aria bambine dentro un mercato, che ce ne frega se in Yemen si uccidono cinquanta ragazzi colpevoli di andare a scuola, ma soprattutto, chi vuole sentire che i droni americani ammazzano e mutilano uomini, donne e bambini ogni giorno! Ma, soprattutto, è mancata la necessaria autocritica, il processo che porti a comprendere perché tre ragazzi delle banlieues, francesi a tutti gli effetti, si sono trasformati in feroci assassini.

7) La libertà è tale fino a quando non limita quella di chi ci sta vicino, Questo è il Contratto sociale. Beffeggiare la religione in quanto tale porta a creare spazi di discriminazione, limita la libertà di chi crede, induce qualche volta vergogna o paura di esprimere le proprie posizioni. Ricordo che in nome della libertà di espressione scrivono ancora sui giornali i costruttori delle macchine del fango, che hanno distrutto carriere e vite seminando menzogne. Io credo che la libertà sia la più alta costruzione dell’uomo ma anche un’arma potente, una bandiera dietro cui si rifugiano in troppi.

Per concludere: per favore, lasciamo perdere Voltaire, intollerante, presuntuoso e ottuso antisemita. Vorrei sapere quanti di quelli che lo citano abbiano mai letto il Dizionario filosofico: fatelo, ne resterete sorpresi. Lasciamo anche perdere la rivoluzione francese che è degenerata nel bagno di sangue del Terrore e nella dittatura di Napoleone.

Che poi a tessere l’elogio delle vittime di Parigi ( che piango e rispetto anch’io, anche se non condivido quello che scrivevano) siano i sepolcri imbiancati della stampa italiana, gente pronta a vendersi al ducetto di turno e incapace di esprimere un pensiero autonomo, rende questa storia molto più triste.

Categorie:Attualità

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3 risposte

  1. Come potrà intuire quello che sto per scrivere mi procura dolori lancinanti in ogni dove…però non posso non essere d’accordo con lei.

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  2. d’accordo in tutto e per tutto con te, caro amico

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  3. Non solo tu. Non indovinerai mai a chi appartiene il commento precedente il tuo…sì, esatto, hai indovinato. Ma come hai fatto?

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