A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Confessioni di un cattivo maestro


Mi rendo conto, leggendo in questi giorni le pagine dei giornali e i forum, lo specchio dell’opinione comune, di essere un pessimo insegnante.

Cerco infatti di trasmettere a chi mi sta davanti valori ormai desueti, fuori posto e fuori tempo nella società in cui viviamo come la solidarietà, il rispetto dell’altro, la cooperazione, la necessità di fondare le proprie opinioni su un’analisi critica delle fonti,

Prendo in giro i ragazzi e le ragazze che ho di fronte dicendo loro che essere onesti, aiutare chi è in difficoltà, avere la mente aperta, essere disposti a cambiare il proprio punto di vista, paga sempre, se non altro in termini di dignità personale, di rispetto di sé stessi.

Di più: far passare come valore il rispetto di sé in una società in cui l’unico valore reale è il denaro, non importa se procurato in modo illecito, è anacronistico.

La verità è che non capisco. La mia educazione, i libri e gli insegnamenti che mi hanno formato appartengono al secolo scorso, oggi il mondo corre troppo in fretta e non si riesce più a definire il senso di questa corsa né la direzione.

Non capisco ad esempio come gli stessi che il giorno prima inveivano contro la corruzione dilagante possano inveire con uguale violenza contro due ragazze giovani che sono uscite da un incubo in cui si erano cacciate per andare ad aiutare gli invisibili, quelli di cui nessuno parla forse per sgravare le nostre coscienze dalla responsabilità dei mali del nostro sistema.

Non capisco come giornalisti e giornaliste che fino ad ieri erano militanti di sinistra, quando la militanza aveva un senso e sinistra significava qualcosa di chiaro e definito, possano invocare oggi la guerra santa, seguendo l’infelice esempio di un’altra intellettuale che in vecchiaia ha cambiato bandiera sconfessando il suo passato.

Non capisco neanche Renzi, questa volta lo chiamo per nome, non ho voglia di scherzare, che al parlamento europeo dice che le famiglie italiane si stanno arricchendo.

Non capisco come possa dire che è risolta la questione dell’elezione di un presidente di regione con quattromila voti invalidati e un odore forte di mafia che pesa non su di lei ma suoi suoi alleati.

Il problema è che non riesco a cambiare: non riesco a dire ai ragazzi vendetevi al miglior offerente, fate le scarpe al prossimo, usate una doppia e tripla morale se conviene ai vostri interessi, state sempre dalla parte di chi vince tenendo pronta ogni bandiera, offendete e denigrate chi fa qualcosa per gli altri, chi lavora troppo, chi porta avanti lotte civili, sindacali e stupidaggini di questo tipo perché dà il cattivo esempio, spegnete le vostre menti e lasciatevi imbonire dalla televisione e dai giornali e, soprattutto, non leggete mai, per nessun motivo, Orwell, Sciascia, Vittorini, e intellettualoidi di quella risma.

Quindi continuerò ad essere un cattivo maestro, consapevole di rispondere a una Costituzione ormai obsoleta, di avere idee politiche extraparlamentari, di non rispondere ai parametri richiesti dalla morale del tempo: BBRM, bianco, bigotto, razzista, maschilista. Mi scuso con i miei alunni e alunne passati e futuri per questo, ma nessuno è perfetto.

A magra consolazione, il fatto che a sentirci fuori posto e ad avere l’impressione di combattere ogni giorno contro i mulini a vento, siamo in parecchi. Forse meno di quelli del pensiero liquido, del relativismo morale del voto utile, comunque parecchi. Ed è già qualcosa.

Categorie:Attualità

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