A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Una pacata resistenza


A volte mi capita di pormi delle domande: Berlusconi è stato davvero un perseguitato? I musulmani sono il nemico? Salvini è un genio della politica? Renzi è il rivoluzionario che la sinistra attende da anni?

Le pongo anche a mia moglie, che di solito risponde insultandomi. Fortunatamente, ho il privilegio di fare un lavoro che mi porta a confrontarmi con la realtà e mi aiuta a superare questi sporadici dubbi frutto della necessità di ancorare la follia che ci circonda a qualcosa di reale.

Ieri ho portato la mia classe nella sede di Music for peace, una onlus che si occupa di portare aiuti umanitari nelle zone di crisi. Negli ultimi anni hanno svolto le loro missioni a Gaza. Tanto per mettere a tacere i partigiani del “portate aiuto a casa vostra”, loro fanno anche questo, distribuendo pacchi di generi alimentari, medicine e materiale scolastico anche alle famiglie genovesi in difficoltà, italiane e straniere.

I miei alunni hanno ascoltato con insolito interesse le spiegazioni dei volontari e hanno partecipato con insolito entusiasmo al confezionamento di pacchi da inviare nella striscia di Gaza, alle popolazioni palestinesi martoriate da una guerra senza fine.

Sul viso dei ragazzi di Music for peace ho visto la stessa serenità, la stessa pacata voglia di resistenza che trovo sui visi dei giovani attivisti di Libera, la voglia di dimostrare, mettendosi in gioco in prima persona, che qualcosa si può fare per cambiare il mondo, sventolando l’unica bandiera  che abbia una senso in questo momento: quella della pace.

Mi sono tranquillizzato tornando a casa, sedando i miei dubbi: Berlusconi è un pregiudicato responsabile dello sdoganamento della destra fascista più reazionaria, Salvini non è un genio ma l’ennesimo irresponsabile arruffapopolo che conta sull’ignoranza e il razzismo di chi non vuole fare la fatica di pensare e Renzi non è un rivoluzionario. ma il rappresentante bugiardo di quel sistema che ci ha portato dove siamo.

E l’Islam? Chiedetelo ai tanti volontari che portano aiuto nei paesi islamici, a quelli di Music for peace, o ai medici di Emergency: chiedete se nello sguardo incredulo di un bambino che riceve un giocattolo usato o in quello riconoscente di una donna guarita da Ebola vedono l’ombra del nemico o solo il prossimo che soffre.

Nella pacata ribellione dei quei ragazzi c’è la salvezza e il futuro del mondo, tutto il resto è solo un fastidioso vociare e gracchiare di corvi impauriti.

Categorie:Attualità

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2 risposte

  1. …mi vengono in mente dei bambini delle scuole elementari, portati dalla loro maestra nelle fabbriche occupate, oppure intenti a raccogliere generi alimentari da inviare in Vietnam… (stiamo invecchiando velocemente oppure eravamo ‘avanti’?)

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