A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La scuola che si apre al mondo


Ho partecipato con piacere alla stesura di un codice etico da sottoporre ai collegi docenti degli Istituti Comprensivi di Genova per l’inserimento nel Pof  (Piano dell’offerta formativa)

La motivazione alla base di questa proposta di Libera è la consapevolezza che qualsiasi discorso contro le mafie, la corruzione, il recupero etico e morale di questo paese, non può prescindere dalla scuola. Scuola intesa come luogo in cui la Costituzione diventa “fatto” tangibile ogni giorno, diritto vivo, esercizio di libertà.

Nato da una sintesi di quanto emerso in tre giorni di lavoro svolto da cento insegnanti riunitisi a Monteporzio Catone a Settembre, per il seminario di formazione “Abitare i margini” organizzato da Libera, questo codice sottolinea l’importanza di una scuola aperta al mondo, che metta in discussione una cultura materialista e utilitarista sviluppando nei ragazzi quello spirito critico necessario a orientarsi nel mondo, a scegliere e non essere scelti.

Parole come cooperazione, solidarietà, condivisione di percorsi comuni con chi proviene da altre culture, danno un’idea di scuola tesa a formare cittadini consapevoli, a rifiutare una logica competitiva e selettiva della vita scolastica a favore di uno sviluppo di quelle qualità umane e morali necessarie per vivere con gli altri e non solo insieme agli altri.

Questo codice vuole suggerire una strada, fornire stimoli, avviare una discussione sulla scuola che metta al centro la formazione morale e civile accanto a quella didattica.

Approvare questo codice è un modo per ricordare a chi fa scuola l’importanza del proprio ruolo e ritrovare l’orgoglio di una professione troppo spesso umiliata e offesa da una politica miope e indifferente nei riguardi del futuro di questo paese.

Il codice sarà presentato ufficialmente a metà Febbraio, inserisco quindi solo un breve estratto per dare un’idea a chi legge del suo contenuto:

……………

Questa proposta di codice etico vuole essere un punto di partenza per riprenderci il nostro ruolo primario, quello di costruire percorsi di libertà.

Sulla base di queste premesse ogni insegnante è chiamato a:

Mettere al centro dell’insegnamento la formazione dell’uomo, della donna e del cittadino e, di conseguenza, la relazione.

Rafforzare pratiche visibili di cooperazione e di socializzazione perché la scuola si apra al mondo e operi nel mondo.

Operare affinché tutti, anche se privi di mezzi, abbiano diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi, ed in particolare per consentire anche ai più fragili di acquisire le competenze necessarie per orientarsi nel mondo.

(…)

Restituire alla scuola la funzione di emancipazione umana e di promozione sociale, rendendola così il primo luogo in cui esercitare la libertà del pensare, dello scegliere e del confrontarsi.

Formare cittadini responsabili, in grado di fare la loro parte, consapevoli che non esistono facili scorciatoie per raggiungere i propri obiettivi e che l’onestà e la dignità non sono beni trattabili ma opzioni etiche irrinunciabili.

Agire contro qualsiasi discriminazione (di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, di orientamento sessuale e di genere). Riconoscere le differenze significa saper cogliere le opportunità e l’occasione storica che stiamo vivendo e costruire percorsi comuni e condivisi di conoscenza.

…………….

Categorie:Attualità

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