A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’unica strada è la pace


Rileggo, in preda ad astratti furori, La Banalità del male, il folgorante reportage di Hannah Arendt sul processo a Eichmann. Tra le tante considerazioni  che la Arendt fa in quel libro fondamentale c’è quella che l’Olocausto, se i governi e le popolazioni si fossero opposte, non avrebbe avuto luogo o, quanto meno, il numero di vittime sarebbe stato estremamente limitato.

Che i nazisti non fossero costretti a fare quello che hanno fatto è cosa nota e assodata dalla storiografia contemporanea: i soldati che si rifiutavano di massacrare donne e bambini venivano semplicemente destinati ad altro incarico; ma interi paesi, come la Danimarca e l’Italia, si rifiutarono  semplicemente di mettere in atto le direttive naziste senza subire,per questo, alcuna conseguenza. La Danimarca si rifiutò di aderire alla causa della soluzione finale per un rigido concetto di legalità e rispetto delle proprie leggi, in Italia meno del dieci per cento degli ebrei residenti nel paese venne deportato per l’umanità del nostro popolo (verrebbe da dire bei tempi, non fosse che erano tempi terribili).

Italiani e danesi ebbero il coraggio di scegliere la pace e la giustizia mentre l’orrore era al suo culmine e le bombe devastavano l’Europa. Dico, non a caso, ebbero il coraggio: la pace non è una scelta di comodo ma un rischio, un azzardo, la scommessa del cane sconfitto che porge la giugulare al nemico non perché lo morda, ma proprio perché non lo morda ( e mi chiedo se l’evangelista non avesse questo in mente quando ha scritto” porgi l’altra guancia”; non per farti schiaffeggiare ma per l’esatto contrario).

Soprattutto oggi, che la follia e la ferocia sono tornate a mostrare il loro volto, oggi che antichi errori ricadono su chi li ha commessi e la propaganda torna a far suonare le trombe, oggi che miserabili individui aizzano la fiamma dell’odio contro chi viene da lontano in cerca di una vita dignitosa, oggi che saluti romani e slogan antichi tornano a sentirsi e a farsi vedere nelle nostre strade, la pace è l’unica strada possibile, l’unico atto di coraggio necessario e ineludibile a cui tutti siamo chiamati.

O vincerà la ragione e la pace o non ci saranno né vincitori né vinti, ma solo colpevoli.

Categorie:Attualità

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