A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Giorgio Scaramuzzino “Dentro gli spari”: quando il teatro diventa azione civile.


Scaramuzzino

Il palcoscenico è spoglio: due sagome di ragazzi, uno più grande e uno più piccolo. Le luci si abbassano, Giorgio Scaramuzzino comincia a raccontare. Racconta per più di un’ora, alternando con grande maestria il registro comico a quello tragico, la tenerezza e il dramma, fornendo una magistrale prova d’attore,

La storia è apparentemente quella di due bambini: uno troppo piccolo per capire che si trova costretto dalle circostanze a una scelta drammatica, l’altro troppo grande per la sua età. Uno vive in Sicilia e l’altro a Livorno, tutti e due hanno dei sogni, tutti e due resistono ai colpi proibiti di una vita amara.

“Dentro gli spari” è una storia di mafia dura e tenera. straziante e amarissima, necessaria. Necessaria perché in questi tempi di proclami trionfalistici ci si dimentica che questo è un paese in mano alle mafie, che la violenza brutale dei miserabili che militano nelle cosche, nelle ‘ndrine, nei clan continua a insanguinare le strade senza risparmiare nessuno. Necessaria perché con le storie si fa memoria e con la memoria si tramandano esempi e dagli esempi nascono i valori.

Scaramuzzino, con questo spettacolo, fa grande teatro e azione civile a un tempo, emoziona e scuote le coscienze. Si esce dal teatro commossi, colpiti, incazzati, ma soprattutto si esce dal teatro chiedendosi se possiamo fare qualcosa perché storie come quella che abbiamo ascoltato non siano più necessarie.

Non era pieno il teatro Modena, ed è un vero peccato: personalmente lo trasmetterei in prima serata su una rete nazionale e sono convinto che, almeno per lo spazio di una sera, ci riporterebbe tutti alla realtà tragica in cui siamo immersi. Spero che il teatro nelle prossime sere ovunque questo spettacolo venga proposto: lo merita Scaramuzzino e lo merita la storia che racconta.

All’uscita dello spettacolo, ed è successo in tutta Italia, c’era un banchetto e dietro, le facce pulite dei ragazzi di Libera. Se degli adolescenti scelgono di passare il venerdì sera così, forse c’è ancora speranza per questo paese.

Categorie:Arte e spettacolo

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