A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Le bugie del premier (La bufala della buona scuola)


renzi-pinocchio

Come era ampiamente prevedibile, non c’è stata la riforma della Buona scuola,  tanto strombazzata ai quattro venti , vero e proprio ossimoro già nel titolo, trattandosi di una proposta del governo Renzi.

Dopo aver illuso centocinquantamila persone con la bufala della scomparsa delle graduatorie e delle assunzioni, il piccolo principe si è accorto di non avere i fondi per le assunzioni né uno straccio di idea su come utilizzare realmente i precari eccedenti le necessità effettive della scuola (circa centomila) che sarebbero entrati in ruolo.

Sia chiaro: parlare di due, tre docenti in più per scuola, come ha fatto il ministro Giannini, perennemente colta da stupore quando le si mette di fronte la realtà dei fatti, non significa assolutamente nulla, a meno che di quei due o tre insegnanti non si voglia fare dei tappabuchi, dei factotum, dei Figaro pronti a correre di qua e di là al primo fischio.

Il piccolo principe, che è un gran bugiardo ma è più furbo dei suoi avversari (poco ci vuole, a dire il vero), ha così deciso di presentare un disegno di legge che, di fatto, è una pietra tombale sulle assunzioni. Ovviamente, tra un mese, l’ineffabile Pinocchio scaricherà sulle opposizioni la responsabilità delle mancate assunzioni.

Altra rogna è quella defiscalizzazione per le famiglie che scelgono la scuola privata: sapendo di non poter far digerire questo provvedimento a quel che resta del partito, perché c’è (forse) un limite anche all’indecenza, farà si che vararlo sia il Parlamento, utilizzandolo a suo piacimento proprio quando afferma di volergli restituire dignità.

Con buona pace degli illusi del voto utile, dei servitori di ogni padrone e della stampa del partito unico.

A restare fregati, per l’ennesima volta, tutti quelli che lavorano nella scuola, compresi i ragazzi, cioè’ il nostro futuro.

Categorie:Attualità

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4 risposte

  1. Vorrei sapere quanto è costato il teatrino della “Buona Scuola” per illudere, ingiustamente, migliaia di precari che da anni lavorano nella scuola e che avrebbero il buon diritto di essere stabilizzati; sono già dei “tappabuchi” ma senza riconoscimento economico e giuridico.

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  2. La ‘buona scuola’ era, già negli annunci, una pagliacciata, ora è un dramma.

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  3. Peggio,un golpe. Contro il buon senso.

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