A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Forte a chiaro


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Ieri da Bologna si è levato un grido forte e chiaro rivolto ai mafiosi, ai corrotti, ai razzisti, a chi crede di poter prosperare in mezzo all’indifferenza, a chi è convinto di poterla sempre fare franca. Quei novecento palloncini che sono volati verso il cielo, ognuno con su scritto il nome di una vittima di mafia, sono il messaggio del popolo di Libera riunito a Bologna per ricordare e rinnovare il proprio impegno: non dimentichiamo, non ci arrendiamo e continueremo a lottare senza fermarci.

Grazie all’uscita di un film si è tornati a parlare, in questi giorni, delle marce di Selma, organizzate da Martin Luther King per i diritti civili dei neri americani. Il nemico dei neri era il razzismo: un nemico visibile, ottuso, violento, King aveva contro una parte delle istituzioni e della polizia: perse la vita ma vinse la sua battaglia.

Anche quelle di Libera sono marce per i diritti civili e i suoi nemici sono altrettanto ottusi e violenti, ma più subdoli, nascosti, vivono al riparo dell’ipocrisia e dell’indifferenza, della rassegnazione, dell’ignavia. Ieri, Don Ciotti da Bologna e il papa da Scampia, insieme a centinaia di migliaia di persone, hanno invitato a fare fronte comune contro questi nemici, a snidarli per sconfiggerli.

Don Ciotti si è scagliato con grande veemenza contro gli ipocriti che hanno cercato di strumentalizzare l’incontro che ha avuto con Landini, per chi sulle pagine dei giornali, ha cercato di delegittimare Libera, dando un appiglio a tutti quelli che, non facendo nulla, non trovano di meglio da fare che criticare chi si impegna.

Ieri non è stato un punto di arrivo per Libera, ma l’ennesimo punto di partenza, l’ennesima promessa di un impegno costante, puntuale, tenace in tutto il paese, per questo paese, per tutti quelli che credono che è possibile cambiare, per chi non ci crede più e per chi non ci ha creduto mai.

Chiudo con una nota critica: venerdì, a Genova, i ragazzi di Libera hanno organizzato una pubblica lettura dei nomi delle vittime di mafia. C’era Anna Canepa, della Dia, c’erano rappresentanti della Sampdoria e del Genoa, c’era il sindaco, c’erano tanti militanti di Libera che con passione  partecipazione hanno fatto memoria. c’erano molte più persone rispetto allo scorso anno, grazie anche a un presidio di giovanissimi che si è formato quest’anno e si è impegnato tantissimo per la riuscita della manifestazione. Non c’è stata però ancora ancora quella partecipazione che ci si aspetterebbe da una città che, in passato, ha dettato la strada. Genova ha bisogno di tornare a combattere battaglie giuste.

Per fortuna, il giorno dopo c’è stata la pacifica invasione di Bologna e sui volti dei ragazzi è tornato il sorriso.

Categorie:Attualità

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