A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Auguri a Libera


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Sono entrato in Libera da poco, anche se l’amicizia che mi lega da trent’anni al fratello di una vittima di mafia mi ha portato più volte a interessarmi, informarmi e condividere le battaglie portate avanti in questi anni.

Il mio ingresso in Libera era inevitabile, quasi una strada segnata. Come tutti quelli della mia generazione ho sognato di cambiare il mondo, sono passato per l’impegno politico, ho occupato l’università, suonato con pochi amici blues incazzati in fumosi locali del centro storico  in cambio di un boccale di birra. La politica mi ha fregato, ci ha fregati: un bel giorno, ci hanno detto scusate, ci siamo sbagliati: le manifestazioni, i cortei, le lotte, sono state un errore di gioventù, la classe operaia si è estinta e i diritti sono liquidi, flessibili, legati alle esigenze della finanza.

Mi sono concentrato sulla famiglia e sul lavoro. Peccato che il mio lavoro mi costringa da quattordici anni. quasi quotidianamente, a lottare contro il pregiudizio, il razzismo, l’indifferenza. Peccato che mia moglie faccia lo stesso lavoro allo stesso modo e la pensi come me sul mondo. Peccato o per fortuna, perché è proprio questa necessità di restare vigile, di tenere gli occhi aperti su quello che ci circonda, soprattutto su quello che di sbagliato ci circonda, che mi ha spinto ad entrare in Libera.

 I ragazzi e le ragazze di Libera hanno sguardi puliti, voglia di fare e spirito guerriero, un vecchio professore burbero come me, non può che guardare a loro con affetto e rincuorarsi pensando che esistono ragazzi e ragazze così. Gli adulti hanno voglia di  fare, sentono la necessità di fare, nonostante la realtà quotidiana di questo paese sia sempre più avvilente. E’ di oggi la notizia che le forze dell’ordine potranno entrare nei nostri computer e spiarci, con buona pace della privacy e delle libertà personali garantite dalla Costituzione.

I colleghi che ho conosciuto in Libera sono quelli che vorrei avere ogni giorno accanto a me: per la prima volta, lo scorso settembre, quando ho partecipato con tanti altri  docenti provenienti da tutta Italia a un seminario di Libera, non mi sono sentito un alieno, un cane sciolto, il rompiscatole che con i suoi principi disturba e rompe le scatole. Eravamo tutti rompiscatole.

Ecco, se c’è un augurio che mi sento di fare a Libera per il suo compleanno, è di continuare tenacemente, ossessivamente, orgogliosamente a rompere le scatole al potere, ai razzisti, ai mafiosi, agli indifferenti agli ignavi, a chi ritiene che rimboccarsi le mani e fare, sia inutile.

Chiudo con un verso di Bob Dylan, che ascoltavo quando portavo i capelli lunghi e l’orecchino e continuo ad ascoltare adesso che di capelli ne ho meno e sono quasi tutti bianchi, un verso brevissimo dedicato a tutti i ragazzi e le ragazze di Libera che sabato scorso a Bologna hanno colorato la città riempendola di buone, buonissime vibrazioni:

May you stay forever young

Che possiate essere sempre giovani e Libera con voi.

Categorie:Attualità

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