A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Cosa stiamo facendo ai figli del mondo


133107320-31bc8833-f742-4f7b-907f-ef1e7e9e0ec8

E’ terribile questa immagine, un atto di accusa che colpisce la coscienza di ognuno di noi, a cui non possiamo restare indifferenti.

La bimba ha quattro anni ed è siriana, è arrivata dopo un viaggio di centocinquanta chilometri in un campo profughi a dieci km dal confine turco. Quando ha visto l’obiettivo della macchina fotografica, ha alzato le mani, pensando a un’arma.

Che razza di mondo è quello in cui un bambino di quattro anni alza le mani perché crede di essere sotto tiro?

Potrei finire l’articolo con questa domanda, evitare di andare oltre, di scrivere parole che rischierebbero di suonare retoriche o superflue. Ma è troppa la rabbia, troppi gli “astratti furori” che mi agitano dopo aver visto questa immagine.

In questi giorni molti hanno invocato la guerra, lo stesso è accaduto nei mesi scorsi. Paradossalmente, qualche mese fa s’ invocava la guerra contro Assad, il responsabile dell’esodo di migliaia di siriani dalla propria terra, oggi la si invoca contro l’Isis e quell’Assad è diventato improvvisamente un alleato importante e fondamentale nello scacchiere del medio oriente.  Nulla di nuovo, Orwell aveva scritto che sarebbe successo settant’anni fa, aveva descritto esattamente quello che sarebbe successo, perfino prevedendo l’osceno programma che porta indegnamente il nome del personaggio principale del suo capolavoro.

Quello che mi chiedo è se, nell’epoca della sovrabbondanza di immagini e notizie, della sublimazione mediatica della violenza, sappiamo ancora che cosa è una guerra. Se sentiamo la polvere che raschia la gola, il fetore che esala dai cadaveri, l’orrore alla vista dei corpi mutilati, se ci rendiamo conto che sotto le bombe intelligenti vengono fatti a pezzi uomini, donne, bambini, se percepiamo l’orrore che si nasconde dietro una bimba che alza le braccia davanti all’obiettivo di una macchina fotografica.

Io credo di no, io credo che inutili pennivendoli da quattro soldi, sedicenti esperti di strategia, opinionisti che si prostituiscono al potere per trenta denari, insomma il bestiario che affolla i programmi d’opinione delle nostre reti televisive, non abbia la minima cognizione di cosa significhi una guerra, di quale sovvertimento dell’ordine naturale delle cose comporti, di quale violazione di ogni legge morale, divina e umana stiamo parlando.

Noi siamo i secondi produttori di armi la mondo, i poliziotti statunitensi sparano a ragazzi di colore con la Beretta e, molte delle mine anti uomo che cadono su tutti i campi di guerra, sono fabbricate da noi, magari all’estero, per eludere la legge che proibisce la fabbricazione di mine anti uomo sul nostro territorio. Parte del nostro benessere è dovuto alla fabbricazione di strumenti di morte, noi, italiani, europei, siamo quelli che fanno alzare le braccia bambini di quattro anni.

In questi giorni è in atto la campagna “Un’altra difesa è possibile” appoggiata da Libera, Emergency e da duecento associazioni. Cito testualmente dalle motivazioni della campagna:

Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra, e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale, cioè la realizzazione di una difesa civile alternativa alla difesa militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

Credo che firmare sia in dovere morale di ognuno di noi. Per informazioni consultate il sito http://www.difesacivilenonviolenta.org/

A chi detesta i pacifisti, a chi ride di loro o li accusa di vigliaccheria, chiedo solo questo: ci vuole più coraggio a terrorizzare una bambina o a rifiutarsi di compiere un atto di violenza contro un altro essere umano? Decidete voi a quale delle due categorie volete appartenere.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...