A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case


declino

L’incipit di Se questo è un uomo, uno dei pochi libri in grado di scuotere le coscienze con la forza di un uragano, suona a un tempo attuale e sinistro in questi giorni.

Un  risultato certo delle recenti elezioni regionali, oltre alla presa di distanza dalla politica della maggior parte dell’elettorato, è stata l’affermazione della Lega di Salvini.

Non si finirà mai di ricordare a sufficienza che la Lega è un partito che, a rigori, non dovrebbe esistere. Dal momento che il principale leit motiv delle politiche che porta avanti è l’istigazione al razzismo e alla xenofobia, a rigori, è un partito che si situa al di fuori della Costituzione.

A parte questa precisazione secondo me opportuna, il voto alla Lega mostra che una parte consistente degli italiani ignorando dati, statistiche e opinioni autorevoli, ignorando la realtà delle cose, ritiene che la colpa dei mali del nostro paese non sia da attribuirsi alla corruzione diffusa, alle mafie, a una politica incapace di rispondere ai bisogno del cittadino, sempre più autoreferenziale e sempre più vicina a una deriva autoritaria, ma agli stranieri.

Ancora una volta l’altro, il diverso, quello che parla,mangia, veste e vive in un modo che non comprendiamo e che non vogliamo comprendere, diventa, come direbbe René Girard, il capro espiatorio.

Il capro espiatorio era l’animale sacrificato sugli altari nei momenti di crisi per riconciliarsi con la divinità. Bene, mi chiedo quando le ruspe evocate da Salvini cominceranno a far rombare i motori, perché, parafrasando Hemingway, sarò inutile chiedersi per chi rombano, quei motori romberanno per noi.

La notizia agghiacciante delle dita mozzate a un ragazzo rumeno, invitato a tornare a casa, non è stata purtroppo smentita. Se fosse confermata, se fosse soprattutto confermata la motivazione di questo gesto di assurda violenza, sarebbe un segnale allarmante. Già allarmante è il fatto che sui giornali la notizia sia comparsa en passant, senza clamori,senza prime pagine, come se mutilare un ragazzo perché straniero in terra straniera fosse normale in un paese dove l’unico partito che ha vinto le elezioni è xenofobo e razzista.

Nella mia regione, un risultato elettorale sciagurato ha portato sui giornali a una vera e propria overdose di notizie su stranieri cattivi, violenti, devianti. In particolare il primo quotidiano cittadino da tempo sembra ritenere un problema prioritario di Genova non i quartieri ghetto che circondano la città, né la proverbiale sporcizia, la mancanza di lavoro o l’alta dispersione scolastica, ma quattro poveri disgraziati che vendono stracci nell’angiporto. E’ una vera crociata contro chi non ha voce per difendersi, ma quel quotidiano è famoso per ergersi a leone con gli agnelli.

La citazione di Levi è secondo me  appropriata quanto lo sarebbe quella di Gramsci sugli indifferenti: il nostro popolo sembra diventato improvvisamente abulico, letargico, privo della capacità di indignarsi. Nell’epoca del pensiero liquido e del relativismo morale tutto scorre senza lasciare traccia, si consumano nefandezze alla luce del sole senza che nessuno protesti, obietti, alzi la mano per dire finiamola.

Mi chiedo con amarezza se, invece del declino della politica e della sinistra, non stiamo contemplando il tramonto della società civile.

Categorie:Attualità

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2 risposte

  1. “Improvvisamente abulico”? Abulico si, non certo improvvisamente. Che poi si stia vivendo un lento tramonto con scossoni che ne accelerano il compimento, purtroppo lo penso da circa venti anni. Sarò pessimista?

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