A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Un urlo silenzioso e assordante


 

MafieInLiguria.it-Osservatorio-Boris-Giuliano-sito2    MafieinLiguria.it

Perché Libera ha deciso di creare un osservatorio sulle mafie in Liguria?

Perché la mafia in Liguria è una realtà presente e opprimente, una realtà che va crescendo sempre di più, un fenomeno nei riguardi del quale è necessario mantenere la guardia alta. Perché informazione significa libertà e di libertà, nel nostro paese, si sente sempre più bisogno ogni giorno che passa. Perché Libera non chiude gli occhi davanti alla realtà e cerca di aprirli a tutti quelli che vogliono vedere.

Il logo del sito vuole ricordare i baffi di Boris Giuliano, il capo della squadra mobile di Palermo assassinato dalla mafia il 21 Luglio 1979: uno dei tanti valorosi funzionari di Stato che aveva saputo squarciare il velo delle complicità e delle connivenze mafiose e ha pagato con la vita per il suo acume investigativo e la sua coerenza.

Ieri, a ringraziare i giovani di Libera Liguria che hanno lavorato alacremente a questo progetto, è venuto al Ducale Nando Dalla Chiesa. Ha pronunciato parole importanti, pesanti come macigni, sulla condizione del nostro paese e sulla facilità di penetrazione della mafia al nord, favorita  dalla mentalità corrente, che ha sostituito ai valori il feticcio del denaro e all’etica il mito delle scorciatoie, del successo a qualunque prezzo.

“Perché lasciate che conquistino la vostra terra?” Ha chiesto Dalla Chiesa al pubblico che lo ascoltava in religioso silenzio, “Perché si chiudono le porte agli immigrati invece di chiuderle alla mafia?”.

Domande importanti, che sottintendono implicazioni inquietanti, risposte che i ragazzi di MafieinLiguria.it provano a dare, vagliando le informazioni, mettendo a disposizione sul sito una messe di dati, sentenze, notizie, fatti che danno un quadro completo e attendibile della situazione. La mafia nella nostra regione è una realtà incontestabile, basta scorrere le pagine del sito per rendersene conto, ma è anche un fenomeno che si può e si deve combattere, con l’impegno di ognuno.

Stefano Busi, instancabile referente regionale di Libera, motivatore ed educatore di grande spessore, ha posto l’attenzione su una parola che è cara a chiunque militi in Libera: Noi.

I ragazzi hanno scelto di non firmare gli articoli del sito non per preservare il loro anonimato, né per paura di ritorsioni ma per ribadire che Libera è un’associazione che si basa sul lavoro collettivo, un insieme di individualità, conoscenze, competenze che trova la propria sintesi nella volontà comune di risvegliare le coscienze, nel sogno comune di un paese libero dalle mafie e dalla corruzione.

Il professor Dalla Chiesa è andato oltre, affermando che Libera, in molti casi “si è fatta Stato”, è andata a riempire un vuoto che le istituzioni continuavano a ignorare. Una provocazione? Forse, ma chi era presente a Bologna, ha potuto toccare con mano quella sensazione di un comune sentire, di una tensione etica fortissima nelle centinaia di migliaia di persone presenti. Il popolo di Libera sta diventando un popolo, appunto, una marea che sale inesorabilmente ma che non sommerge, riporta invece alla luce parole come memoria, giustizia, impegno, solidarietà, sintetizzandole in quel Noi che, come un urlo silenzioso ma assordante, risuona sempre più forte nelle orecchie di chi, di quelle parole, ha riso per troppo tempo.

Andate sul sito, leggetelo, informatevi, divulgatelo, parlatene ai vostri amici e conoscenti, usatelo. Vi sentirete forse meno sicuri nelle vostre tiepide case, più incerti, ma vi sentirete anche meno soli.

Grazie ai ragazzi di Libera per questo traguardo che è l’inizio di un impegno che si protrarrà nel tempo e grazie al professor Dalla Chiesa, uno degli intellettuali migliori di questo paese, capace come pochi di parlare alla coscienza e al cuore.

Categorie:Attualità

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