A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il ruggito del coniglio


Renziconiglio

Che il coraggio, nonostante le apparenze, non sia la dote più spiccata del piccolo principe, lo si è potuto verificare molte volte. Nel momento del bisogno, il ragazzo è sempre pronto ad accoltellare alle spalle gli amici (Letta) o a scaricare le colpe sugli altri (la sinistra del Pd, un vero e proprio punching ball, con la stessa capacità di reazione) ma  arrivare a un ricatto schifoso sulla pelle di centomila lavoratori precari della scuola, è veramente intollerabile, perfino per uno abituato ad essere leone con gli agnelli.

Renzi non può governare come un bambino capriccioso che, quando sta perdendo la partita, si porta via il pallone e sono altrettanti indegni di rappresentarci i suoi servi di scena.

Ieri sera il ministro Poletti ha ammesso candidamente che, quando si è varata la cosiddetta riforma della scuola, un disegno di legge che stravolge l’organizzazione scolastica e mette gli insegnanti al soldo di un padrone, non si era tenuto conto che potesse suscitare tante reazioni contrarie: come dire, oltre che incompetenti, anche imbecilli.

Lo schifoso ricatto sull’assunzione dei centomila precari è intollerabile e pretestuoso,  perché:

1) Nel Settembre scorso, il premier disse che avrebbe assunto centottantamila precari, numero che comprendeva il non ben definito organico funzionale.

2) La cifra, quasi dimezzata, di centomila precari corrisponde, grosso modo, ai precari che già lavorano nel mondo della scuola e che devono dunque essere assunti per necessità, non in quanto previsti dal disegno di legge.

Renzi sta cercando di scaricare sui sindacati e su chi si oppone alla riforma responsabilità che sono solo sue. Il calo di consensi del suo partito, certamente dovuto anche al mancato voto degli insegnanti, che tradizionalmente votano a sinistra, evidentemente non è servito: si sa che i figli di papà quando gli tolgono il giocattolo dalle mani, incattiviscono.

Questa vicenda, le parole che ieri questo individuo ha pronunciato, sono la prova che non esiste nessuna volontà di migliorare la scuola e che dietro il disegno di legge c’è una trama più inquietante, la volontà di assumere un controllo globale di tipo totalitario. “Qui non si parla di politica”, c’era scritto nelle aule scolastiche durante il fascismo ed è esattamente il sogno di Renzi.

Grazie a lui le scuole  riprenderanno le loro attività senza fondi, senza la possibilità di aiutare i ragazzi in difficoltà, con carenze d’organico, classi troppo numerose, ecc.

Grazie a lui centomila lavoratori dovranno di nuovo sperare di poter portare a casa il pane e rimandare i progetti di acquisto di una casa, di matrimonio, ecc.

Grazie a lui, ricordatelo tutti la prossima volta che si andrà a votare, ricordatevi che questo individuo capriccioso, arrogante, irresponsabile, bugiardo, non ha esitato a togliere la speranza di un lavoro fisso a centomila persone che da anni lavorano nella scuola per una infantile ripicca nei confronti di chi, democraticamente, ha contestato un disegno di legge che di democratico non ha nulla.

Nella speranza che capisca che il ruggito del coniglio non mette paura a nessuno.

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. non attenderti serietà da quanti difettano di onestà intellettuale e coraggio

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