A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il governo gioca (d’azzardo)


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La notizia non compare sulle prime pagine dei giornali di regime né nei notiziari televisivi. Eppure meriterebbe, per le sue implicazioni, ben altro rilievo. Mi riferisco all’allentamento alle restrizioni riguardo la normativa su slot machine e gioco d’azzardo.

Libera, da mesi porta avanti una battaglia per informare sulle drammatiche implicazioni del gioco d’azzardo nel nostro paese. Nel 2014 il solo gioco d’azzardo legale ha mobilitato un giro d’affari di 84 miliardi. Spesso, chi gioca è affetto da una nevrosi compulsiva riconosciuta dall’organizzazione mondiale della sanità, altrettanto spesso, i giocatori più sfortunati cadono nelle mani dell’usura. Un’altra conseguenza da non sottovalutare è il fatto che alcune sale giochi diventano ottimi veicoli per riciclare il denaro sporco.

Le amministrazioni locali, i comuni e le regioni, che toccano con mani gli effetti devastanti di questo fenomeno e non ne ricavano alcun beneficio, sono più sensibili e ascoltano con attenzione quelle parti della società civile che denunciano il problema, stabilendo accordi e convenzioni, regolarmente vanificati dal governo, come accaduto in questi giorni.

Per altro, le entrate che lo stato riceve da questo mercato sono stranamente modeste, non può quindi neanche essere accampata l’eterna scusa della necessità di fare cassa.

La nuova norma annulla perfino il divieto di installare sale giochi vicino a scuole e ospedali, con tutti i rischi che questo comporta e permette la diffusione di spot pubblicitari sul gioco durante la trasmissione di avvenimenti sportivi.

Perché’ il governo vara un provvedimento simile? Perché la lobby del gioco d’azzardo è forte come forte è la pressione di quel mondo nascosto, quella terra di mezzo, che spesso la segue a ruota e questo esecutivo si è fino adesso distinto per i favori fatti alle lobbies senza curarsi minimamente di quelli che avrebbero pagato gli effetti di quei favori.

Il gioco d’azzardo, legale e non, è’ un problema grave, una piaga sociale  che colpisce persone di ogni età. Come per la droga, i suoi effetti non ricadono solo sui diretti interessati ma sulle loro famiglie, il loro lavoro, ecc. con una reazione a catena spesso devastante. Non si tratta quindi di un problema morale, non è questione di essere proibizionisti o meno, ma di affrontare con responsabilità una malattia sociale nascosta, invasiva e pericolosa.

Non intendo, in questo contesto, addentrarmi su un discorso riguardo i favori che, di tanto in tanto, i nostri governi fanno alle mafie, perché l’elenco dei provvedimenti legislativi che negli ultimi anni hanno permesso ai boss di mafia, camorra e ‘ndrangheta di brindare è, purtroppo, lungo. Basta pensare chi controlla il riciclaggio di denaro sporco e l’usura per comprendere le inquietanti sfumature del provvedimento appena varato.

Che nessuno dei grandi organi di stampa abbia dato rilievo alla notizia, è solo l’ennesima testimonianza del regime a democrazia limitata in cui viviamo da parecchi, troppi, anni.

Nelle magnifiche sorti e progressive che ci attendono durante il regno del piccolo principe, va evidentemente innalzato un muro di silenzio su problemi sociali come le dipendenze, che potrebbero far pensare, guardando le cifre, che forse non va proprio tutto bene in questo paese. Honi soit qui mal y pense, ma droga e azzardo, guarda tu il caso, sono fenomeni direttamente o indirettamente collegati alle mafie. A voi le conclusioni.

Categorie:Arte e spettacolo

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